editoriale

Riparte il circo

Riparte il circo

Dopo i lunghi festeggiamenti per il 19° scudetto, il burrascoso addio di Antonio Conte e l'approdo di Simone Inzaghi, adesso anche per i tifosi dell'Inter si apre il lungo capitolo dedicato quasi esclusivamente al calciomercato. In...

Alessandro Cavasinni

Dopo i lunghi festeggiamenti per il 19° scudetto, il burrascoso addio di Antonio Conte e l'approdo di Simone Inzaghi, adesso anche per i tifosi dell'Inter si apre il lungo capitolo dedicato quasi esclusivamente al calciomercato. In realtà, le voci e le indiscrezioni sono cominciate già da tempo e hanno minato non poco la felicità per il titolo strameritato. Si è parlato con insistenza di una squadra che potrebbe perdere i pezzi pregiati, quelli divenuti imprescindibili nella cavalcata tricolore: da Hakimi a Lautaro, da De Vrij a Brozovic, da Barella a Bastoni. Anche lo stesso Lukaku, che non ha mai fatto mancare parole d'amore per il nerazzurro, è stato accostato un giorno sì e l'altro pure a club di mezza Europa. Cosa c'è di vero in tutto questo? Poco o nulla. Ma chiariamo meglio.

Come anche le parole di Steven Zhang hanno confermato, il club sta attraversando un momento particolarmente delicato dal punto di vista finanziario soprattutto a causa della pandemia che ha sottratto incassi a varie voci. Al contempo, i costi erano lievitati in maniera proporzionale alle ambizioni di una squadra che ormai da anni aveva intrapreso una crescita costante. Un percorso virtuoso che ha condotto a portare a Milano campioni – in campo e in panchina –, decisivi per la conquista dello scudetto. Adesso cosa accade? Accade che c'è bisogno di una sforbiciata notevole e saranno necessari sacrifici a 360 gradi. Senza tornare sulle scelte di Suning, più o meno condivisibili, il dato è chiaro: andare avanti facendo finta che i problemi non ci siano non sarebbe salutare. E se per certi versi non è corretto dire che è un discorso che accomuna tutti, perché ogni caso è diverso, va anche sottolineato come ci siano effettivamente punti in comune tra la stragrande maggioranza delle condizioni delle varie società europee.

L'Inter dovrà avere un saldo positivo tra entrate e uscita di circa 70 milioni, come ha esplicitato Zhang alla Gazzetta dello Sport. Ma non è certo l'unica società a dover fare di necessità virtù. A parte forse solo City e Psg, che sono vere e proprie squadre-stato, chi altri può dire di poter affrontare la prossima sessione di mercato con le mani totalmente libere? Nessuno. Per cui non deve destare scalpore se l'Inter campione d'Italia sia orientata ad accettare offerte anche per i suoi titolari, benché queste siano congrue al valore del giocatore in questione. Purtroppo è una realtà che va accettata. Potremmo stare qui a discutere giorni del perché e del percome anche l'Inter si sia ritrovata in questa condizione instabile, al netto della pandemia, ma è evidente che per avere il mosaico completo ci mancano alcuni tasselli.

Per cui, non si cada dal pero e si facciano i conti con la realtà. Che poi, a guardar bene, non è nemmeno così nera come la si dipinge. Chiaro, se il target è la vittoria della Champions League, e quindi il raffronto con realtà oggettivamente superiori, il piatto piange. Ma non si vive di sola Champions. Uno degli obiettivi di Inzaghi sarà senz'altro quello di fare meglio del recente passato nell'Europa dei 'grandi' e approdare quantomeno agli ottavi di finale, però resterà preminente il campionato e quindi la lotta scudetto. E qui entra in gioco un altro livello di discussione, ossia il duello con rivali totalmente alla portata di un'Inter a cui lo scudetto avrà fatto scattare anche una consapevolezza maggiore. Adesso saranno le avversarie chiamate a rincorrere, e non ci sembra che la situazione dalle altre parti sia migliore, almeno non sotto l'aspetto sportivo.

L'Inter è lì e dovrà essere lì a giocarsela, esattamente come accaduto negli ultimi due anni. Vendere uno o magari due pezzi da novanta non vuole dire necessariamente indebolirsi: quando le risorse economiche scarseggiano, diventano fondamentali le idee. Palla, dunque, al lato sportivo del club, chiamato a un lavoro non certo facile, ma certamente stimolante. Perdere un paio di elementi affermati e magari riuscire a rinforzarsi a livello globale di rosa è un esercizio che nel calcio è riuscito in più di un'occasione, anche all'Inter. Un passo che oggi può sembrare fatto all'indietro, ma che potrebbe valere una rincorsa per uno scatto bruciante in seguito. Torneremo a fare e a sentire decine e decine di nomi accostati al club nerazzurro, in entrata e in uscita. Alla fine si tireranno le somme. Riparte il circo.