Sono giorni frenetici in quel di Milano. Quei giornalisti che come me in tempo di mercato coprono le vicende nerazzurre quasi H24 (e fidatevi che non è un modo di dire) hanno il privilegio di vivere live l’evoluzione di tutto ciò che gravita attorno al mondo Inter. Arrivi, partenze, incontri, idee, trasferimenti saltati. C’è davvero un po’ di tutto. Per ora purtroppo manca il campo (la sfida col Lugano era chiusa anche ai cronisti) ma per fortuna quello tornerà presto.
Sino ad oggi quindi si possono esprimere opinioni parziali. O quantomeno temporali. Proprio perché la rosa non è ancora al completo. E sino al 5 ottobre c’è tempo per acquisti e cessioni. I dirigenti della Beneamata non hanno una missione semplice. Cercare di piazzare svariati elementi, ormai evidentemente esuberi, è il compito più complesso del calciomercato. E lo è ancora di più in epoca di Covid, dove nessuno o quasi pare poter investire ingenti somme di denaro. 

È però numericamente oggettivo che ad oggi la rosa dell'Inter conti di troppi giocatori e vada ridotta. Ma proprio tali atleti hanno in questo momento un’occasione incredibile: quella di impegnarsi al massimo e di far vedere ad Antonio Conte le proprie qualità. Una sorta di seconda chance. Di occasione non prevista, da sfruttare.

Una qualità del mister salentino è quella di puntare sui giocatori e non sul nome o sulla valutazione degli stessi. Se uno è bravo e merita, gioca. A prescindere dall’età e da quanto sia stato pagato. Quindi mi aspetto qualche sorpresa. E che magari qualcuno che si riteneva totalmente fuori dal progetto, improvvisamente, si candidi con prepotenza per restare ad Appiano Gentile.

La sensazione ad oggi è che nessuno voglia andare via. Sicuramente ci saranno dietro interessi economici e di ego personale, visto che lasciare l’Inter non è mica così semplice. Ma voglio pure pensare che alcuni tesserati, attualmente diciamo così, indesiderati, siano spronati da un moto d’orgoglio e dalla volontà di far vedere a tutti che sarebbe un errore lasciarli andare via.
E allo stesso tempo mi auspico per il bene dell’Inter che quelli più forti degli altri brucino il verde e mostrino una brama di vittoria stile cane con l’osso.

Quest’anno fin da subito si deve puntare in alto. Ci sono giocatori che non possono di punto in bianco essere diventati dei brocchi. Per questo sono convinto che vedremo evidenti miglioramenti in Skriniar o Eriksen. E conferme. Come quelle del primo Sensi (sempre che non ci siano problemi fisici). Di De Vrij, Barella, Lautaro e Lukaku. 

Ciò non significa Scudetto assicurato e quarti di Champions. Ma vuol dire finalmente provare a credere sino in fondo che l’Inter possa vincere qualcosa. 10 anni senza alzare alcun trofeo sono un’eternità. Sarebbe ora di scrivere per davvero la storia. O per meglio dire, di tornare a farlo.

Sezione: Editoriale / Data: Ven 18 settembre 2020 alle 00:00
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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