Vincere aiuta a vincere, si dice nel calcio. Verità, ma anche luogo comune come spesso avviene nel circo pallonaro dove a volte si cerca una logica dove logica non c'è. L'Inter vince (otto successi in dodici partite di campionato) ma purtroppo perde pure (quattro ko sinora in Italia). Nel maxi girone di Champions, quattro vittorie e una sconfitta. Il pari, al momento, non ha diritto di cittadinanza in casa nerazzurra. Fortunatamente questo campionato è democratico e, nonostante il poker di sconfitte, la Beneamata si trova a soli tre punti dalla vetta e in Champions, già blindati i playoff, dovrà cercare nelle ultime tre partite, difficili e affascinanti, di accedere direttamente agli ottavi di finale della massima manifestazione continentale.

Detto questo, l'Inter di Cristian Chivu suscita dibattito, come giusto che sia. Per molti la squadra è bella, gioca bene e avrebbe meritato di più quando a sorridere sono stati gli altri, soprattuto in occasione delle sfide contro le “odiate” Juventus e Milan e in quella nella tana del Napoli. Così come mercoledì a Madrid, sponda Atletico, dove i ragazzi di Chivu sono capitolati all'ultimo respiro di una sfida che aveva visto i nerazzurri protagonisti in positivo per larghi tratti di gara.

Ma perché questa Inter non raccoglie in proporzione a quanto semini? Perché è la più prolifica del campionato, ma non possiede il killer instinct sprecando, come nel derby, occasioni su occasioni per indirizzare le partite a suo favore? Perché si sta confermando il trend negativo negli scontri diretti, i cui esiti rischiano di essere determinanti al termine della stagione? A questi interrogativi che inquietano club, allenatore e tifosi, non è semplice rispondere in maniera analitica e convincente. Più facile sparare nel mucchio, come avviene sui famigerati social, dove giocatori e tcnico sono bravi o diventano scarsi a stretto giro di posta, a seconda dell'umore figlio del risultato conseguito.

Cristian Chivu ammette che cinque sconfitte in diciassette partite disputate siano troppe per una squadra come l'Inter che punta anche in questa stagione ad arrivare in fondo in tutte le competizioni, magari riuscendo, rispetto alla scorsa, anche ad andare a dama in almeno uno dei percorsi. Ma il tecnico parla anche di sfortuna, augurandosi che al più presto la ruota torni a girare a proprio favore. Fortuna e sfortuna, a volte rischiano di diventare alibi che non aiutano a risolvere il problema.

Esempio: a Verona l'Inter ha avuto indubbiamente fortuna a trovare la vittoria all'ultimo secondo per l'autogol di un difensore avversario. Ma l'episodio è arrivato perché i nerazzurri la partita la volevano vincere e in quel momento si trovavano in attacco con Barella che ha crossato per creare il pericolo. A Madrid l'Inter è stata indubbiamente sfortunata per aver perso al novantatreesimo in seguito ad un colpo di testa conseguente ad un calcio d'angolo. Ma la frittata è stata fatta perchè la squadra ha gestito malissimo l'ultimo possesso di palla, permettendo all'Atletico della famiglia Simeone di andare a battere quell'angolo. E credo che ogni interista vero avesse capito che quell'angolo si sarebbe trasformato in una crudele esecuzione. Come nel derby, dopo il dominio e le parate di Maignan, penso che ogni interista vero avesse annusato il solito contropiede beffa marchio di fabbrica del Diavolo, ancora di più ora che al timone c'è il signor Massimiliano Allegri.

Tocca capire, tocca risolvere, tocca tornare a vincere, già da domani a Pisa. Tocca, forse, essere meno dominanti, sicuramente meno leziosi quando si entra nelle aree di rigore avversarie, ma più spietati. Questa Inter si specchia troppo perché, in effetti, la bellezza di cui dispone porta a questo. Ma nel calcio esiste l'avversario, esiste il duello, la differenza la fa la voglia di vincerlo il duello. A volte anche in maniera sporca e inelegante. L'Inter deve tornare ad essere la più forte e brava, non deve accontentarsi di essere la più bella. Perchè si va in campo a calciare un pallone, non ad un invito a cena o a una festa. Il nuovo modo di pensare a partire da domani a Pisa, sperando che la Torre penda sul nerazzurro di Milano.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 29 novembre 2025 alle 00:00
Autore: Maurizio Pizzoferrato
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