3 maggio 2026, una data che dal fischio finale di Inter-Parma sarà per sempre impressa nei nostri cuori e nei nostri ricordi. L'Inter è Campione d'Italia per la 21esima volta nella sua storia e sì, questo è lo scudetto più bello di sempre. Dal 31 maggio 2025 al 3 maggio 2026 sono passati 337 giorni. Per una squadra di calcio è un lasso di tempo piuttosto breve e proprio per questo quello di Chivu è da definire un autentico miracolo.

Lo "stagista" ha superato tutti i "Maestri", spacciati per tali solo in un Paese come l'Italia, in poco più di 300 giorni. Si è seduto alla cattedra e li ha messi tutti a sedere all'ultimo banco, li ha "zittiti" senza cadere nelle provocazioni e nei tranelli, dando ogni giorno lezioni di stile e di comunicazione. Per tanti non sarebbe arrivato a mangiare il panettone. Invece si è portato a casa prima l'uovo di Pasqua e ora si gusterà anche e l'anguria sotto l'ombrellone nerazzurro-tricolore.

Chivu ha fatto parlare il campo e non è mai crollato, mantenendo la sua coerente identità, neppure quando ogni weekend la sua Inter è stata derubata e sfavorita con torti arbitrali pesanti. Questo scudetto è tutto suo. L'Inter sembrava a fine ciclo, sembrava morta, al capolinea e incapace di rialzarsi dopo uno scudetto perso per un punto e una finale di Champions persa malamente. Per diversi giocatori è stata una Last Dance e nonostante questo, nonostante le macerie trovate dopo il tragico finale della scorsa stagione, Chivu ce l'ha fatta. L'Inter di Chivu ce l'ha fatta con tre giornate di anticipo.

L'Inter di capitan Lautaro e dei senatori ce l'ha fatta. In un clima tossico in cui tutti puntano il dito contro l'Inter tra gogne mediatiche e social senza precedenti. Chivu è riuscito nella missione di ridare un'identità all'Inter, ai suoi tifosi e all'intero ambiente. La vera forza è stata questa. San Siro è tornato a cantare, il tifoso dell'Inter è tornato a sentirsi rappresentato da un allenatore che prima da giocatore e dopo da allenatore è stato capace di rappresentare come pochi questi colori.

Il futuro non so cosa riserverà all'Inter di Chivu, ma non è il momento di pensarci. Questo è il momento di festeggiare. Per chi ha vissuto le notti di Inter-Lazio 2-2 e di Psg-Inter 5-0. Per chi ha difeso l'Inter e Bastoni contro tutto e tutti, contro cattiverie di ogni tipo. Per chi ci ha sempre creduto. Perché questo traguardo è nostro, di tutti noi. E allora fuori la voce, fuori le bandiere. E' arrivato il momento di far partire il trenino numero 21. Pedro, Pedro, Pedro, Pedro, Peee...

Sezione: Editoriale / Data: Lun 04 maggio 2026 alle 00:00
Autore: Raffaele Caruso / Twitter: @raffaelecaru
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Raffaele Caruso
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Raffaele Caruso
Giornalista pubblicista e social media. L'Inter è la mia passione, ma anche il mio lavoro. Scrivo e mi occupo dei social, dal lunedì al venerdì su YouTube e nel Salotto di FcInterNews.