"'Loro non lo vogliono più vedere', sarebbe questa l’intercettazione dell’aprile 2025 tra il designatore Gianluca Rocchi e il supervisore del Var Andrea Gervasoni, su cui si basa parte dell’accusa di concorso in frode sportiva che il pm Maurizio Ascione ha contestato nell’invito a comparire a Rocchi", si legge sulla Gazzetta dello Sport che parafrasa le ultime a proposito dell'inchiesta che riguarda l'ormai ex designatore degli arbitri. 

"Quel 'loro' non ha un nome e un cognome, anche se dalla telefonata tra i due, gli inquirenti desumono che gli interisti, in un incontro a San Siro la sera della semifinale di Coppa Italia del 2 aprile, avessero trasferito a Rocchi lo scarso gradimento verso l’arbitro Daniele Doveri - si legge ancora nella ricostruzione della Rosea -. Che però viene designato subito tre giorni dopo per la partita Parma-Inter di campionato". Nel corso del dialogo emerso compare anche il nome di "Giorgio", nome che ha portato all'ipotesi della Procura meneghina che si riferisca al club referee manager interista, Giorgio Schenone, che avrebbe dunque "avanzato le proprie lamentele". Schenone nel ruolo che ricopre può da regolamento parlare con il referente Can per i rapporti con le società e il gip, nell’estate 2025, dopo aver esaminato le intercettazioni aveva valutato che "non potesse emergere altro e ha negato un’ulteriore proroga".

Sezione: In Primo Piano / Data: Dom 03 maggio 2026 alle 10:15
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi