"Penso che sia importante mantenere equilibrio in ogni situazione, senza esaltarsi troppo quando si vince e senza abbattersi quando si perde. Nel calcio bisogna sempre rinnovarsi per rimanere continui e dimostrare di essere all'altezza, ma il bello è che c'è sempre una possibilità di riscatto".  Parola di Alessandro Bastoni che in occasione di Inter-Parma, match point per lo scudetto e confronto con il suo passato, ha risposto ai microfoni del Match Day Programme della sfida contro la sua ex squadra a proposito della cosa più importante imparata in carriera. "Penso anche che il calcio sia importante nella mia vita, ma ho imparato a dargli il giusto peso: ci sono cose che contano di più, come la famiglia. Questo da sempre mi ha aiutato a non sentire troppo la pressione, soprattutto quando avevo iniziato da poco" ha continuato il difensore nerazzurro.

Cosa significa l'Inter per te?
"Da sempre questo Club è stato importante nella mia vita: sono cresciuto in una famiglia nerazzurra e quando ho compiuto tre anni mio papà mi ha regalato una maglia dell'Inter con il mio nome, la prima che ho mai ricevuto. Adesso sono arrivato alla mia settima stagione qui, sono uno dei più "anziani": sono fiero del percorso fatto, essere migliorato ogni anno mi rende orgoglioso".

C'è una caratteristica che vorresti "rubare" a un tuo compagno? Quanto hai imparato da mister Chivu?
“Vorrei avere la stessa energia di Barella: non si ferma mai, riesce a correre di continuo senza prendersi un attimo di respiro. Il Mister è stata una bellissima scoperta: forse il mio ruolo è un pochino diverso da quello in cui giocava lui. Sto sempre molto attento a ogni cosa che mi dice, anche dal punto di vista umano: è come se fosse uno di noi”.

Quando scendi in campo adesso cosa provi?
“Prima di giocare sento ancora l'adrenalina: finché c'è la passione ci sarà sempre. Poi subentrano equilibrio e concentrazione, mentre alla fine rimane solo l'orgoglio di vedere tantissima gente esultare in caso di vittoria”.

Sezione: Copertina / Data: Dom 03 maggio 2026 alle 10:30
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi