Musica techno a decibel tali da far tremare San Siro. Una discoteca a cielo aperto che avrebbe fatto felici rossoneri e nerazzurri senza distinzione se non fosse che in quello spettacolo musicale del 22 aprile 2024, al termine di quel derby, l'Inter aveva appena vinto il suo ventesimo scudetto. Tanto rumore per niente perché nel vano tentativo dei rossoneri, padroni di casa in quella storica partita, di 'rovinare' i festeggiamenti dei cugini in modalità Barcellona nella semifinale di Champions 2010, l'Inter festeggiò lo stesso. E come se festeggiò! Ecco, l'episodio tanto discusso all'indomani di quello 'scudetto senza rivincita' è ancora oggi ben presente a tutti e non si fa fatica a ricordarsene neppure oggi all'alba di un altro Tricolore.

Il ventunesimo titolo dei nerazzurri aspetta soltanto la matematica e mentre in Viale della Liberazione si preparano ad allestire i vari festeggiamenti, dalla Procura si alza un'altra pioggia di decibel altissimi, ma stavolta non di techno. È l'ultimissima novità delle scorse ore l'indagine aperta dalla Procura di Milano venuta alle cronache che ha fatto emergere l'inchiesta dei pm milanesi che ha portato a un avviso di garanzia nei confronti del designatore degli arbitri Gianluca Rocchi con l'accusa di concorso in frode sportiva. Nell'inchiesta emergono "anche alcune vicende che coinvolgono l'Inter" e dalla lettura dell'atto fatta dall'agenzia AGI, che ha divulgato la notizia, emergono tre capi d'imputazione per l'ex direttore di gara.

E di fatto, mentre ancora si cerca di capire di cosa si tratti, i fari sono già tutti puntati sull'Inter. Al momento in cui scriviamo di certo c'è poco se non un avviso di garanzia indirizzato a Rocchi, di un procedimento aperto, in ambito sportivo e poi archiviato dalla giustizia sportiva, per iniziativa dell'assistente Domenico Rocca. Da lì quello che potrebbe essere un terremoto ma di cui al momento si sa ben poco. Allarmismo e titoloni che come spesso accade irrompono in rari momenti di tranquillità. E alla vigilia della trasferta di Torino contro i granata, in casa Inter si parla di tutto fuorché di calcio. A distanza di qualche punto dal ventunesimo scudetto e con un doblete da rincorrere e, possibilmente, da conquistare. Ci stupiamo? Ma proprio no! Al contrario la contingenza va sfruttata come carta da giocare per dare pepe ad un finale di stagione che, diciamola tutta, stava quasi cominciando a sembrare piatto. Il rischio d'altronde sarebbe potuto essere un calo di tensione dei quasi campioni d'Italia che hanno ancora un altro pezzetto di strada da percorrere prima di cantar vittoria. E a proposito di cantare vittoria, attenzione anche a cantar disfatte e sputar sentenze prima che tempi e indagini siano maturi. Che gli organi competenti procedano nel loro operato. Appunto, gli organi competenti, che non equivale a commenti da bar o da tastiera: ad ognuno il suo ruolo e se in Procura si spera facciano il loro dovere nel rispetto di uno sport che merita trasparenza e rispetto e non scaramucce, ripicche e magheggi tra reparti, negli spogliatoi e in campo facciano altrettanto, isolandosi senza curarsi di ciò che ancora una volta spira fuori dai cancelli della Pinetina, dove i decibel cominciano ad alzarsi. Che sia techno o rumore dei nemici poco importa, come a San Siro in quel 22 aprile, sound on: più alto è il volume, più lunga sarà la festa.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 26 aprile 2026 alle 00:00
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
vedi letture
Egle Patanè
autore
Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi