Non si sa né su quale campo si siano incontrate né il punteggio esatto, fatto è che l'Italia di Mancini ha eliminato la Macedonia del Nord dalla semifinale playoff per il Mondiale e si ritrova già in finale contro la vincente fra Portogallo e Turchia. Alla partita disputatasi a sorpresa subito dopo il sorteggio di Nyon, in una località esclusiva e mantenuta ancora oggi segreta dal comitato della FIFA, hanno potuto assistere solo Antinelli (inviato Rai), i parenti di primo grado dei calciatori schierati in campo e negromanti con green pass. Questi ultimi, avendo letto le fasi (difensiva e offensiva) della luna, la traiettoria dei rigori tirati da Jorginho e il volo delle Spidercam hanno poi pronosticato quale sarà la prossima avversaria degli azzurri, o meglio l'avversario, e infatti abbiamo letto: "Ronaldo, fatti sotto", "CR7, a noi due", "Ehi tu, Ronaldo, non ci fai paura", "Dove credi di andare?" ecc. tra i titoli sviscerati il giorno dopo in vista della sfida decisiva che si giocherà il prossimo 29 marzo in terra lusitana. Insomma, saranno quattro lunghi mesi d'attesa, ma per fortuna Mancini ha tante certezze.


Se l'Italia sfiderà davvero il Portogallo potrebbe chissà esserci andata pure bene. Il nemico pubblico numero uno avrà compiuto a febbraio 3(CR)7 anni e sarà impegnato anima e corpo sia nella risalita in Premier League del suo United che negli ottavi di Champions League previsti fra l'8-9 e il 15-16 marzo. A seconda dei risultati della stagione, la difesa azzurra potrebbe vedersela con un Ronaldo spossato dal peso del ruolo di trascinatore dei Red Devils e da tutti quei salti e "Siuuu" a ogni gol che alla sua età comunque si fanno sentire, o intristito fino alle lacrime (come nello spogliatoio Juve) dal fallimento della cura affidata al prof. Rangnick. Se invece dovesse arrivare alla sfida in versione alieno, Bonucci e compagni potranno pensare di sistemare delle bottigliette di Coca-Cola intorno all'area per tenerselo alla larga. Per perforare la difesa rossoverde invece, Mancini, che si è convinto ad assecondare i consigli della piazza, si affiderà al tridente con Balotelli, Joao Pedro e uno tra Lucca e Pinamonti.

Fatte le dovute ipotesi, non siamo poi nemmeno così tanto sicuri che il Portogallo alla fine riuscirà a battere la Turchia (secondo quanto spiegano gli indovini, "c'è sempre una minima percentuale caotica di alterazione dell'evento"), né che giocare la finale nella primavera assolata di Lisbona sia meglio di una finale nell'inferno di uno dei molteplici stadi della labirintica Istanbul. Dopo la magra figura a Euro 2020, la nazionale del Bosforo ha rimpiazzato Gunes con il neo ct Kuntz, vincitore di due Europei con l'Under-21 tedesca, e Calhanoglu e compagni sembra ne abbiano già beneficiato: in casa 2-2 contro il Montenegro con beffa del pareggio al 96', poi 1-1 contro la Norvegia di Haaland (che anche a causa di questo pari non andrà al Mondiale) e 6-0 più che dovuto contro Gibilterra. L'ultima vittoria esterna per 1-2 a Montenegro ha sigillato il secondo posto dietro all'Olanda, sconfitta tra l'altro 4-2 all'Ataturk lo scorso 24 marzo, mentre il Portogallo perdendo proprio davanti ai suoi tifosi al Da Luz contro la Serbia ha regalato una sfilza di biglietti intestati ai vari ...vic per Qatar 2022, sogno anche del nostro Buffon che in B con il Parma non si dà per vinto, altrimenti c'è Germania 2024.

In finale l'Italia non affronterebbe l'alieno CR7 ma l'interista Calhanoglu, che dopo aver dipinto Milano di nerazzurro magari non vede l'ora di disegnare pure la mezzaluna e la stella sopra i grattacieli di Doha spalmati di rosso. Il suo periodo di forma, come quello di tutta l'Inter, è esaltante e magico, a dispetto di coloro che non lo vedevano ancora inserito nei meccanismi della formazione di Inzaghi. Il numero 20 si è calato ancor di più nel congegno messo a punto dal tecnico e adesso agisce come puro e secondo regista facendo da spalla di Brozovic, non risparmiandosi nei compiti di copertura che invece gli capitava di trascurare a inizio stagione. Venti è anche il numero dei tocchi che sono serviti per armare il suo destro chirurgico nell'azione del vantaggio contro il Venezia. This is football, direbbe qualcuno, non di certo Sacchi che (a parte potrebbe non avere dimestichezza con l'inglese) in settimana, dopo il 2-0 sullo Shakhtar, aveva affermato che per vincere in Europa a Inzaghi sarebbe servito giocare un calcio totale e offensivo. Una trollata? Rimaniamo con il dubbio, lo stesso che ci accompagnerà da qui al 29 marzo: siamo certi che il Portogallo di CR7 sia un avversario peggiore della Turchia?
Sezione: Editoriale / Data: Lun 29 novembre 2021 alle 00:01
Autore: Daniele Alfieri
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