Fuochi d'artificio premonitori prima dell'inizio della partita, fuochi d'artificio nerazzurri in campo. A memoria bisogna tornare parecchio indietro nel tempo per ritrovare una vittoria dell'Inter così netta contro la Juventus. Probabilmente ai tempi di José Mourinho. Un autentico no contest, Antonio Conte ha vinto nettamente la partita a scacchi con il figlioccio Andrea Pirlo, che lo avrà anche studiato ma conoscere i trucchi del maestro non sempre è sufficiente per imbrigliarne le mosse. E così è stato: scacco matto in due mosse. Juventus ricacciata dietro in classifica, nuovo tentativo di assalto alla vetta (Milan in campo stasera a Cagliari) e tante, tantissime buone indicazioni da questa preziosa vittoria che restituisce il sorriso ai tifosi e vigore alle speranze nerazzurre.
A onor del vero, i bianconeri sono arrivati al Meazza lamentando diverse assenze pesanti, come i due esterni titolari, Mathjis de Ligt e Paulo Dybala. Mica poca roba, nonostante la panchina a disposizione di Pirlo sia comunque particolarmente profonda. Ma al di là delle defezioni, a fare tutta la differenza è stato l'atteggiamento in campo. L'Inter ha eseguito alla lettera le indicazioni del proprio allenatore (primo successo contro la Juventus), mettendo sul campo concretezza, aggressività e ampia disponibilità da perte di tutti i giocatori. Dall'altra parte un avversario ai limiti dell'apatia, senza molta convinzione, ulteriormente scalfita dal vantaggio dell'Inter e aggrappato alle spalle di un Cristiano Ronaldo evanescente, mai come oggi rassegnato al peso degli anni e con le gambe che non girano come la testa vorrebbe.
Una partita con molti spunti: l'obiquità di Nicolò Barella, lo scontro pugilistico tra Giorgio Chiellini e Romelu Lukaku, la sicurezza del pacchetto difensivo nerazzurro (Alvaro Morata mai visto), la centralità di Marcelo Brozovic, l'imprecisione di Lautaro Martinez, la lentezza della trequarti bianconera, il lancio meraviglioso di Alessandro Bastoni per il raddoppio. E poi quel gol. La rete di Arturo Vidal, ex attesissimo e a segno per la prima volta in campionato dopo il rigore di Firenze in Coppa Italia (non dite che non lo aveva promesso). Un colpo di cresta ormai marchio di fabbrica, ma stavolta dal peso specifico incalcolabile. In quel momento, quando Szczesny resta fermo immobile (mentre Samir Handanovic le ha prese tutte, ironia della sorte), cambia la partita per entrambe le squadre: la Juventus perde fiducia, l'Inter ne guadagna a pacchi. E il bacio allo stemma sbagliato sul petto della tuta di Chiellini nel pre-gara, non sfuggito agli attenti e infastiditi osservatori del web, assume i contorni del tipico bacio di Giuda agli occhi degli ex tifosi che già traditore l'avevano etichettato e godevano delle sue prestazioni negative. Mai come oggi, i mal digeriti 'gobbi' Conte e Vidal hanno fatto la differenza nella sfida più attesa, attraverso cui l'Inter conferma che il gap è finalmente annullato e lancia ufficialmente il guanto di sfida per lo scudetto.
La Juventus sarà anche un punto di riferimento, lo ha detto il tecnico salentino il giorno prima in conferenza. Ma stavolta gli appunti presi sono stati efficaci, i limiti della Juve sono stati aggrediti e se il punteggio non è stato più rotondo è solo per l'imprecisione in zona gol dei nerazzurri, soprattutto nel primo tempo. Per una sera, sperando sia la prima di tante, è a Torino che devono prendere l'Inter come punto di riferimento, almeno sul campo. A livello societario, tutto da definire nonostante c'è chi si stia sbilanciando addirittura sui programmi di ridimensionamento futuri. Ancora presto per avere certezze, può accadere di tutto, compreso che Suning rimanga azionista di maggioranza e sopperisca alla crisi finanziaria (che riguarda tutti, non solo l'Inter) in atto fruendo della nuova liquidità da parte di BC Partners. Per ora non resta che aspettare, visto che come dice Beppe Marotta sono situazioni al di sopra delle nostre teste. Come la cresta di Vidal tra le maglie bianconere.
VIDEO - LO SCHERZO DI ARTURO, LA GALOPPATA DI NICOLINO: TRIPUDIO TRAMONTANA
Autore: Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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