Sono persuaso che in Italia l'argomento "calcio" sia velocemente e ineluttabilmente diventato un esercizio di pura formalità,  manipolatorio e senza originalità. Tra la sera di Roma-Inter e il giorno dopo, con la lettura dei giornali e l'ascolto di altri colleghi tra radio e tv, ho visto consegnare al pubblico una partita con un andamento del tutto modificato. 

È un fatto che ha pochi precedenti ma la sintesi dell'opinione pubblica sul pareggio all'Olimpico è che si sia trattata di una brutta partita con due possibili rigori e due prove televisive. Punto. Io non sono matto, non proclamo nemmeno di capire di calcio più di tutti ma non intendo farmi corrompere la testa da una serie di irritanti conclusioni giornalistiche che riescono a minimizzare o ad esagerare a seconda del momento e dei soggetti. So bene cosa ho visto in compagnia di 12 colleghi di ogni fede calcistica, in uno studio televisivo. E la conclusione di tutti è stata ben diversa da come è stata raccontata.

Nel primo tempo l'Inter ha giocato con un piglio simile a quello avuto con la Fiorentina, Icardi è stato trattenuto a lungo e vistosamente da Benatia, era rigore ed espulsione. Poco più tardi De Rossi colpiva con un pugno proditorio sempre Icardi, dopo averlo preso dalla testa. Era ancora rigore ed espulsione. E fanno due. Senza contare un intervento col piede a martello su Guarin sanzionato ma senza ammonizione. Alla fine del primo tempo leggevo i siti e l'unico elemento che emergeva nei titoli era il pareggio e un gol annullato alla Roma. Omettendo anche il fatto che il fuorigioco fosse tale. Basterebbe già questo.

Nel secondo tempo Juan Jesus commetteva l'inspiegabile sciocchezza di colpire con un pugnetto Romagnoli. Il giocatore cadeva a terra ed era lecito reclamare rigore ed espulsione, così come un fallo di Samuel su Destro che porterebbe solo al penalty. E sia. Magari questo tipo di situazioni non sarebbe capitata con la Roma in nove e sotto di uno o due gol visti gli avvenimenti del primo tempo. Per tutta la gara i giocatori della Roma, con De Rossi in testa, hanno commesso falli e protestato, urlando di tutto anche all'arbitro. Alla fine della partita nessun giocatore giallorosso è stato ammonito. Samuel sì. La conclusione ufficiale è che è stata una partita bruttina con l’Inter che ha fatto la sua parte mostrando confortanti progressi e con qualche errore arbitrale. Senza enfasi.

Non sono un fan di Mazzarri e ho trovato quasi comico che in conferenza stampa abbia detto che D’Ambrosio non ha giocato perché deve ancora assimilare i suoi schemi, tuttavia la sua Inter ha pareggiato, tralasciando gli incredibili episodi, giocando alla pari con la seconda in classifica. I titoli avrebbero potuto parlare anche di questo. Rendere merito al tecnico toscano. Macchè. Le pagelle del giorno dopo sono state distribuite con delle sufficienze risicate, nemmeno avesse pareggiato con l’ultima in classifica. Più di qualcuno ha tentato la minimizzazione dicendo che l’Inter non ha quasi mai tirato in porta. Un falso mito del calcio dove se entri nell’area avversaria e crei occasioni di pericolo non vale se la palla non centra lo specchio della porta. Tiri centrali compresi. Non importa se crei imbarazzi e pericoli in casa della seconda in classifica. Non hai tirato abbastanza. Un ragionamento ottuso.

Dal sito di FcInterNews.it come molti sanno, non ho mai risparmiato critiche alla squadra e al suo allenatore. Allo stesso tempo se questa fa dei progressi importanti, anche solo in una partita, dovrebbe essere scritto. È stato sufficiente leggere tre articoli di tre diversi quotidiani per accorgersi che questo pareggio è stato raccontato più con la volontà del ridimensionamento, dello sminuimento degli episodi e della prestazione.

Ho riguardato la partita per capire cosa mi sia sfuggito dell’analisi normalizzatrice diffusa in queste ore. È possibile che la cornice del pubblico, monca delle curve e la prestazione della Roma, soffocata da quella attenta dell’Inter, abbia annacquato l’entusiasmo del pubblico e i giornalisti presenti in tribuna. In genere quando ci sono dei commenti tra colleghi è possibile che si crei un idea condivisa che toglie autonomia al pensiero. Tutto è possibile ma di certo quella di sabato non è stata una partita brutta. E gli episodi di tutta la prima parte hanno pesantemente condizionato la gara. Abbiamo passato una settimana e più a discutere sul perché non vengano dati rigori all’Inter e i designatori non hanno fatto cenno alla minima autocritica. Al contrario si sono dati all’attacco dei contestatori.

Proprio tornando a casa l’altra sera sentivo in una radio nazionale un opinionista (romano) che per mezz'ora ha parlato della partita liquidandola come una gara senza interesse e dicendo che non vede alcun complotto contro l’Inter perché non lotta per nessun obiettivo. Posto che nessuno dell’Inter ha parlato di complotti, non si capisce come si arrivi a una conclusione tanto ingenua. Sicuramente arbitraggi tanto sciagurati e non avere mai rigori a favore è solo frutto della casualità. Un tifoso ha il diritto di avere dubbi verso un sistema che in questi anni ha avuto una decina di scandali tra calcio scommesse e calciopoli, omertà diffusa, inchieste brevi e sommarie, una giustizia sportiva che ha contribuito a fare solo più confusione, decisioni arbitrali dettate da sudditanze, nessuna riforma ecc... ma se lamenti che qualcosa non va si innesca il meccanismo ipocrita che invita ad abbassare i toni.

Nessun complotto dunque ma anche nessuna soluzione. Men che meno la teconologia. Sta tornando un vecchio sistema che premia la polemica da 48 ore per poi procedere con l’anestetico della conformità, dell’uniformazione. E sono anni che ci dicono di non lamentarsi, che è solo un gioco. E ogni stagione c’è uno scandalo. Ogni maledetta stagione.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 03 marzo 2014 alle 00:00
Autore: Lapo De Carlo
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