Questa sera l'Inter sfiderà la Lazio con l'obiettivo di conquistare la decima Coppa Italia della sua storia. Sì, la numero dieci. Come la maglia che indossava Evaristo Beccalossi, leggenda nerazzurra venuta a mancare lo scorso 6 maggio. Ieri avrebbe compiuto 70 anni, il dieci. Invece stanotte osserverà dall'alto la sua Inter battagliare con la Lazio per completare una doppietta che, al primo anno in panchina di Cristian Chivu, avrebbe del clamoroso.
L'accoppiata scudetto-Coppa Italia in sala interista è arrivata per due volte: la prima nella discussa annata 2005/06, passata alla storia come quella dello scandalo di 'Calciopoli'; la seconda nel 2009/10, passata invece alla storia come la leggenda del 'Triplete'. È dai tempi di José Mourinho che il Biscione non chiude l'annata mettendo a segno il doblete, obiettivo ora a un passo dal compimento dopo la straordinaria cavalcata in campionato che ha permesso ai nerazzurri di cucirsi sul petto in netto anticipo il 21esimo tricolore. Per festeggiare 'in grande stile' - per dirla alla Denzel Dumfries - bisognerà aspettare domenica 17 maggio, quando Lautaro e compagni sfileranno per vie di Milano colorate di nerazzurro a bordo di un pullman dopo aver recitato per l'ultima volta dell'anno a San Siro contro il già retrocesso Hellas Verona.
Prima, però, c'è una finale da giocare. E da vincere. I Campioni d'Italia non vogliono - e non devono - sottovalutare un avversario che appena pochi giorni fa è stato schiantato con un rotondo e convincente 3-0. Lo sa bene mister Chivu: "Sono partite diverse, poi ci sono le insidie - ha spiegato ieri alla stampa nella conferenza della vigilia -. Qualcuno può pensare che è stato semplice sabato e che loro troveranno motivazione, è una finale e sarà sicuramente così per loro. Noi dobbiamo avere l'atteggiamento giusto, abbiamo meritato lo scudetto e questa finale che vogliamo onorare al meglio". E lo sa bene capian Lautaro: "Sicuramente anche noi ci aspettiamo una partita diversa da sabato. Loro sono molto organizzati tatticamente, sarà molto difficile. Hanno tanti giocatori di valore e aggiungiamo che è una finale con un trofeo da alzare, bisogna essere pronti per tutto quello che ci aspetta, con uno stadio pieno e la gente che sabato non c'era e questo è un valore aggiunto. Sarà una gara bellissima".
E come Chivu e Lautaro, lo sa tutta l'Inter: la partita di stasera sarà diversa da quella di sabato, anche perché mette in palio un trofeo e perché si tratta di una finale di Coppa Italia. L'Inter sogna la decima. Per il dieci.
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