Giancarlo Abete, uno dei due candidati alla presidenza della FIGC con Giovanni Malagò, ha parlato a Sky Sport della sua agenda in vista delle elezioni del prossimo 22 giugno: "Ho ancora appuntamenti e incontri, anche se la nostra è una campagna elettorale atipica, fatta per blocchi - le sue parole -. Da un lato è un'opportunità, dall'altro un problem  perché determina un sistema di pesi e contrappesi e una dimensione di gruppi che non rende facile trovare delle sintesi. Lo testimonia il fatto che il presidente Gravina abbia avuto un consenso molto elevato, ma questo non è riuscito a portare a una riforma condivisa".

Serve un cambiamento normativo?
"Il cambiamento dovrebbe essere prima culturale e poi normativo. Se non si riesce ad avere il primo, si cambiano le norme. In passato la Federazione fu commissariata perché bisognava avere un terzo dei voti di tutte le componenti, come se in Parlamento per fare una legge servissero voti dall'estrema destra e dall'estrema sinistra. Calciopoli ha portato a cambiare le norme, portando a una maggiore liberalizzazione. Ora, fortunatamente come in ogni democrazia, col 51% dei voti si viene eletti. Ma una cosa è essere eletti, un'altra governare". 

Chi vede per la panchina dell'Italia?
"Nessuno. Per il momento c'è Baldini, poi chi sarà presidente federale farà le sue valutazioni. Non voglio danneggiare nessuno, anche perché ritengo che intrattenga questi rapporti chi ne è incaricato dalla Figc. Certo, quando mi dimisi nel 2014, non avrei mai immaginato che saremmo arrivati ad avere il 2030 come orizzonte per il Mondiale successivo".

La prima cosa che farebbe da presidente?
"Individuare il commissario tecnico, è naturale. La Federazione accompagna questo processo, in attesa del rinnovo delle cariche federali, ma poi bisogna ripartire perché la Nations League è alle porte e serve un progetto tecnico. La seconda è cercare di lavorare sul quadro normativo, che è ingessato, anche con un presidente eletto col 98% dei consensi non è stato possibile trovare un'intesa tra le componenti. Tra diritto di veto e diritto di intesa tutti bloccano tutto, questo determina dei problemi". 

Sezione: News / Data: Lun 18 maggio 2026 alle 21:10
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.