L'Inter batte il Chievo Verona per 3-1, stacca i cugini rossoneri e accorcia sulla Lazio, adesso ad una sola distanza in classifica. Analizziamo la gara... da Zero a Dieci.
ZERO le partite giocate nel 2013 dall'Inter senza il suo capitano, Javier Zanetti. Jokic vede i sorci verdi sul suo lato: il numero quattro nerazzurro con un fare Maiconistico arriva sul fondo più di una volta. Peccato che non c'è nessuno in area a raccogliere i suoi cross. Colleziona l'ennesimo traguardo in carriera, raggiungendo Pagliuca a quota 596 gare in Serie A (secondo posto a pari merito, dietro Maldini).
UNA la rete del Principe Milito quest'anno. Il Principe di Bernal fa reparto da solo, lotta, segna e fa salire la squadra. I guai al ginocchio destro sembrano essere alle spalle: e in attesa del top player di giugno, l'Inter si gode il suo top player del presente. Perché finalmente c'è un terminale della manovra...
DUE le vittorie dell'Inter in questo 2013. Chievo Verona e Pescara, le vittime di turno. Il bottino è di otto punti in sei gare: troppo pochi per porsi traguardi importanti. Tuttavia Stramaccioni potrà contare su recuperi di livello per viaggiare dritto nella corsa al terzo posto.
TRE alla scivolata cattiva con cui Rigoni entra col piede a martello sulla caviglia di Zanetti. Guida lo grazia e lui, recidivo, porta via con la mano la palla a Milito, soltanto pochi minuti dopo. Tutto sommato ha comunque il merito di aver riacceso per pochi minuti le speranze del Chievo, pareggiando momentaneamente i conti.
QUATTRO i difensori scelti da Stramaccioni per l'inversione di tendenza. Proprio nella sfida di andata a Verona, il tecnico di San Giovanni aveva sperimentato il 3-5-2. Serviva però una scossa, perché come detto dallo stesso allenatore "il modulo aveva appiattito la squadra". Il risultato si può definire ampiamente soddisfacente.
CINQUE il numero che porta sulle spalle Deki Stankovic. E' immortale e dopo mille acciacchi, torna sempre in campo più carico che mai. A un'Inter giovane e slava, servirà il contributo del Drago di Belgrado per trovare maggiori geometrie a centrocampo. In circa venti minuti di gioco l'ex Stella Rossa ha subito deliziato i palati fini di San Siro con cambi di gioco da manuale. L'abbraccio con Cambiasso al momento dell'ingresso in campo è qualcosa di commovente.
SEI di stima a Ricky Alvarez. Entra al 64' al posto di Milito sul 3-1 e ha l'occasione per fare sfracelli. Soffre troppo però la pressione del pubblico, che mugugna ogni qualvolta tocca il pallone. Il numero 11 sente il peso delle responsabilità e spreca un paio di contropiede interessanti. Prova a rifarsi con un tacco da urlo, con cui stava per mandare prima Nagatomo e poi Palacio in gol.
SETTE pieno a Walter Gargano. E' vero, ha qualche colpa sul gol di Rigoni, ma la posizione di mezzo sinistro di centrocampo lo rigenera. Fisicamente e atleticamente, la sua presenza dà all'Inter un uomo in più. Palloni recuperati, lanci e... punizioni! Sì perché l'ex Napoli ha sorpreso proprio tutti con quella punizione calciata magistralmente sul palo.
OTTO i gol realizzati da Fantantonio Cassano in questa stagione. Se quello di oggi era un gollonzo, le sue giocate valgono da sole il prezzo del biglietto. Ispira magistralmente i contropiede d'attacco e finalmente sembra essere tornato a sorridere. In questo rush finale, contare su di lui vuol dire essere in mani sicure.
NOVE è il numero rimasto senza padrone dopo la partenza di Forlan. Dopo averne ritrovato uno un po' atipico col 22 sulle spalle, l'Inter pensa già di acquistarne uno tutto nuovo di zecca per giugno. Icardi, Dzeko, Leandro Damiao, Osvaldo: con un Milito come quello visto stasera, questi nomi fanno molta meno gola.
DIECI il numero del gioiello che oggi tutta San Siro aspettava con ansia per l'esordio nella Scala del Calcio. Per Mateo Kovacic, invece, è stata soltanto tribuna a causa della distorsione alla caviglia rimediata in giornata. Tuttavia, l'ex Dinamo Zagabria non pare essere in dubbio per la sfida di giovedì contro il Cluj. E quando a 18 anni vanti già due partecipazioni da titolare alla Champions League, l'Europa ti fa molta meno paura.
Autore: Mario Garau / Twitter: @MarioGarau
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