Zero gol siglati nelle prime due partite contro Real Madrid e Shakhtar Donetsk, un solo punto ottenuto contro gli ucraini e una sfida quasi da dentro o fuori contro l'inaspettata capolista del gruppo D. Dimenticato il ko contro la Lazio, l'Inter sfida lo Sheriff Tiraspol con tre cambi nell'undici di partenza rispetto a Roma. Nel consueto 3-5-2 di Inzaghi, Handanovic tra i pali, Dimarco prende il posto di Bastoni nel terzetto di difesa completato da Skriniar e De Vrij. In mediana spazio per Vidal con Brozovic e Barella, mentre Calhanoglu non è nemmeno convocato. Sulla corsia di destra torna dal primo minuto Dumfries, dall'altra parte c'è Perisic. In attacco si riforma il tandem Lautaro-Dzeko. Poche sorprese nella formazione moldava allenata da Vernydub, che si schiera con il 4-2-3-1. In porta Celeadnic sostituisce l'infortunato Athanasiadis, mentre in avanti Bruno vince il ballottaggio con Yansane per sostituire Yakhshiboev, anche lui ko.
A fare da terminale offensivo nello Sheriff è Traoré, Bruno parte a sinistra sulla trequarti, con Kolovos al centro e il capitano Castaneda a destra. Come da previsioni, i moldavi si difendono bassi formando uno schieramento unico di maglie fra difesa e centrocampo, quindi provano a sfruttare le ripartenze in velocità. Nessun segno di apprensione come dimostrano le sortite offensive portate anche dai terzini e i tentativi di scambi rapidi dalle parti dell'area nerazzurra, così addirittura è l'Inter a invertire il copione al 15', con la prima palla gol in contropiede per Dumfries che, servito a Dzeko, sbaglia il controllo e si fa chiudere in uscita da Celeadnic. Due minuti dopo lo Sheriff si fa trovare ancora scoperto, Barella salta le maglie dei mediani tagliando per Lautaro, è un due contro due in cui l'argentino serve subito Dzeko che si coordina per tirare, ma il destro flebile viene ancora stoppato dal portiere avversario.
Come di consueto i nerazzurri provano ad azionare Perisic a sinistra e Dumfries a destra, quest'ultimo con l'attiva collaborazione del solito Barella, ma, a parte le prime due disattenzioni, la difesa dei moldavi non concede un centimetro, agevolata soprattutto dalle trame di gioco prevedibili (e quindi studiate) della squadra di Inzaghi, mentre i terzini chiudono le vie del cross. Solo un rimpallo porta ancora al tiro Dumfries, che spedisce sull'esterno della rete. Al 30' Lautaro regala palla ad Addo che riparte palla al piede e serve Kolovos, il greco decide di rientrare sul destro consentendo il recupero di Skriniar che devia in calcio d'angolo, il terzo per gli ospiti contro i quattro dell'Inter. E dal quinto corner dei nerazzurri, scaturito da un calcio di punizione di Dimarco, al 34' arriva il gol che sblocca sia il match sia l'Inter in Champions a firma Dzeko, che gira in porta al volo di sinistro dopo la sponda aerea di Vidal. Lo Sheriff non si abbatte, anzi: al 40' sbaglia completamente Dumfries che segue a uomo il taglio di Bruno dalla sinistra alla trequarti in mezzo, lasciando a Cristiano, servito da Kolosov, l'autostrada per arrivare a calciare, ma il sinistro dal limite del brasiliano trova l'ottima respinta di Handanovic.
La ripresa si apre con il primo cambio per la squadra di Vernydub: fuori il capitano Castaneda, dentro Radeljic che si piazza in difesa, mentre i due terzini Fernando e Cristiano salgono sulla linea dei centrocampisti in una sorta di 3-4-2-1. Bruno adesso agisce per vie centrali e da una delle sue folate verso cui, come spesso accade, manca totalmente il filtro dei mediani, i quali essendo coinvolti nell'azione offensiva faticano a rientrare, nasce il calcio di punizione con cartellino giallo per Dimarco e successiva realizzazione di Thill al 52'. Inzaghi per non rischiare richiama in panchina il numero 32 ammonito e inserisce Bastoni. La reazione al pareggio non si fa attendere: dopo il palo di Perisic, servito dal filtrante di Dzeko, nell'azione successiva il bosniaco riceve palla dal croato e vede stavolta l'inserimento scaltro in area di Vidal che, completamente dimenticato da Fernando, rimasto alto e in ritardo nel rientro, batte Celeadnic e firma il 2-1 al 58'. Corner, set, match, come il vantaggio nel primo tempo, il tris dei nerazzurri al 67' nasce da calcio d'angolo e anche la dinamica è simile a quella dell'1-0: dalla bandierina ancora Brozovic, con Dumfries a fare da sponda alla girata di destro di De Vrij.
I corner e gli schemi connessi si confermano l'arma letale su cui puntare per trafiggere la retroguardia dello Sheriff, rimasta colpevolmente impreparata in occasione della sortita del raddoppio di Vidal. A 15 minuti dal termine Inzaghi inserisce anche Gagliardini e Sanchez al posto del cileno e di Dzeko, mentre Vernydub fa rifiatare Addo mandando in campo Nikolov. Nel finale gli ospiti dimostrano di accusare i due gol di svantaggio e la stanchezza. Kolosov stremato lascia il posto a Cojocaru, nell'Inter che chiude in scioltezza (traversa di Lautaro contro una difesa moldava ora più statica e passiva) all'85' è il momento di Sensi e di Kolarov che rilevano Brozovic e Perisic. Il numero 12 così come Sanchez vivacizza la manovra d'attacco con l'avversario ormai alle corde (Cojocari subentra al 90' al posto di Traoré).
Si chiude con l'ultima chance per Lautaro, il cui sinistro al volo su cross di Kolarov trova in risposta il miracolo di Celeadnic, ma è il segnale che tutti i neoentrati vogliono dare il proprio contributo alla causa. Mentre il Real ne fa 5 in casa dello Shakhtar e aggancia lo Sheriff con 6 punti in testa alla classifica del girone, l'Inter, che ha messo a segno i suoi primi 3 gol su 27 conclusioni totali in partita (9 nello specchio) e chiuso con il 67% del possesso palla, segnale che in azione da gioco si spreca ancora troppo, sale al terzo posto a quota 4 mettendosi alle spalle gli ucraini. E in caso di vittoria in Moldavia sarebbe sorpasso.
A fare da terminale offensivo nello Sheriff è Traoré, Bruno parte a sinistra sulla trequarti, con Kolovos al centro e il capitano Castaneda a destra. Come da previsioni, i moldavi si difendono bassi formando uno schieramento unico di maglie fra difesa e centrocampo, quindi provano a sfruttare le ripartenze in velocità. Nessun segno di apprensione come dimostrano le sortite offensive portate anche dai terzini e i tentativi di scambi rapidi dalle parti dell'area nerazzurra, così addirittura è l'Inter a invertire il copione al 15', con la prima palla gol in contropiede per Dumfries che, servito a Dzeko, sbaglia il controllo e si fa chiudere in uscita da Celeadnic. Due minuti dopo lo Sheriff si fa trovare ancora scoperto, Barella salta le maglie dei mediani tagliando per Lautaro, è un due contro due in cui l'argentino serve subito Dzeko che si coordina per tirare, ma il destro flebile viene ancora stoppato dal portiere avversario.
Come di consueto i nerazzurri provano ad azionare Perisic a sinistra e Dumfries a destra, quest'ultimo con l'attiva collaborazione del solito Barella, ma, a parte le prime due disattenzioni, la difesa dei moldavi non concede un centimetro, agevolata soprattutto dalle trame di gioco prevedibili (e quindi studiate) della squadra di Inzaghi, mentre i terzini chiudono le vie del cross. Solo un rimpallo porta ancora al tiro Dumfries, che spedisce sull'esterno della rete. Al 30' Lautaro regala palla ad Addo che riparte palla al piede e serve Kolovos, il greco decide di rientrare sul destro consentendo il recupero di Skriniar che devia in calcio d'angolo, il terzo per gli ospiti contro i quattro dell'Inter. E dal quinto corner dei nerazzurri, scaturito da un calcio di punizione di Dimarco, al 34' arriva il gol che sblocca sia il match sia l'Inter in Champions a firma Dzeko, che gira in porta al volo di sinistro dopo la sponda aerea di Vidal. Lo Sheriff non si abbatte, anzi: al 40' sbaglia completamente Dumfries che segue a uomo il taglio di Bruno dalla sinistra alla trequarti in mezzo, lasciando a Cristiano, servito da Kolosov, l'autostrada per arrivare a calciare, ma il sinistro dal limite del brasiliano trova l'ottima respinta di Handanovic.
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Altre notizie - Angolo tattico
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