Era il 5 novembre 2019 quando a Dortmund Nicolò Barella, con la maglia dell’Inter addosso, affrontava il Borussia Dormund. In panchina c’era Antonio Conte e i nerazzurri furono illusi dal doppio vantaggio di fine primo tempo, illusione poi distrutta nella seconda frazione dalla doppietta di Hakimi, futuro interista, e dal gol di Brandt che consegnarono la vittoria ai padroni di casa, decretando la sconfitta dei milanesi commentata con rabbia del tecnico leccese che oggi contende lo scudetto proprio alla sua ex Inter e che all'epoca esordì con la famosa frase: "'A parte Godin, in questa squadra nessuno ha vinto niente. A chi dobbiamo chiedere qualcosa in più? A Nicolò Barella che arriva dal Cagliari? A Sensi, acquistato dal Sassuolo? Ai calciatori dico solo grazie perché stanno dando l’anima nascondendo i grandi problemi che abbiamo'" come ricorda la Gazzetta dello Sport oggi che pone il focus proprio sul centrocampista ex Cagliari, che già all'epoca, pur essendo un giocatore profondamente diverso, si era già mostrato con tutti i caratteri da predestinato.
Al Signal Iduna Park, il 23 di Inzaghi è tornato a giocarci lo scorso 15 giugno scorso, con la maglia dell’Italia, quando "ha segnato la rete della vittoria contro l’Albania", match sottoscritto anche dal compagno di squadra Bastoni. Stasera il centrocampista dell’Inter sarà ancora alla guida dell'Italia e rispetto alla sua prima volta al Signal Iduna Park è un calciatore diverso: "Ha vinto due scudetti e diversi trofei nazionali, ha sfiorato l’Europa League e la Champions League, che si è visto sfuggire in due finale amare, ha trionfato a Euro 2021 ed è entrato tra i migliori trenta in corsa per il Pallone d’Oro. È il nostro leader in campo e, anche se la fascia da capitano va al braccio di Donnarumma, sarà lui a parlare con Marciniak quando la palla sarà lontano dall’area azzurra". Lo scorso giovedì tra le mura del suo Meazza "ha brillato nel primo tempo, ma nella ripresa è stato offuscato da Goretzka e Musiala. Stasera pensa al riscatto e a una grande gioia. Il 2019 e quel ko del 5 novembre sembrano lontani anni luce. In campo ci sarà un altro Barella, un giocatore di classe mondiale cresciuto grazie a Conte, Inzaghi e Mancini che Spalletti ha messo al centro della sua Italia. Con lui al top è lecito sognare l’impresa perché si esalta in certe partite. La Germania è avvisata".
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