Sì gli innesti, ma alla fine le garanzie le offre la vecchia guardia. A cui va oggi il plauso del Corriere dello Sport per come ha fatto la differenza in questi anni. Aspettando quel che faranno gli innesti come Spence, Stones o Stankovic, lo zoccolo duro guidato da capitan Lautaro è quello che più di tutti conosce il mondo interista. 

L'argentino è alla nona stagione, Barella e Bastoni iniziano l'ottava, Dimarco è alla sesta ma ha alle spalle tutto il settore giovanile. Sesto anno anche per Calhanoglu, cinque per Mkhitaryan. Allo stato attuale, l'armeno è anche l'unico tra quelli citati che oggi non partirebbe tra i titolari. "Dal leader Lautaro fino alla regia di Calhanoglu, si tratta di un blocco che ha vissuto i suoi anni sempre in prima linea, a fare da guida per i giovani e a risolvere sul campo anche le situazioni più intricate. A prescindere dalle idee tattiche, qualsiasi allenatore li ha tenuti al centro del progetto per costruirne le fondamenta".

E i simboli del futuro? "Ci sono già - sottolinea il quotidiano -, a partire da Pio Esposito in attacco e Bisseck in difesa a cui è stato appena rinnovato il contratto fino al 2031. Sarà il tempo poi a decidere chi saranno gli altri pilastri, a partire dai più giovani come per esempio Stankovic oppure Sucic. Domani toccherà a loro e intanto adesso l’Inter si gode la vecchia guardia attuale".

Sezione: Rassegna / Data: Mar 18 agosto 2026 alle 09:24
Autore: Antonio Di Chiara
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