Nella vittoria ormai sempre più vicina dell'Inter nella corsa Scudetto, grandi meriti vanno dati a Cristian Chivu. Il Corriere dello Sport torna ad inizio stagione per ricordare lo scetticismo che ruotava attorno alla scelta del tecnico rumeno per le sue tredici panchine in Serie A raggranellato con il Parma prima di sedersi su quella nerazzurra. 

Chivu doveva inoltre raccogliere l'eredità di una stagione terminata con una grande delusioni per gli zero trofei messi in bacheca dopo essersela giocata fino all'ultimo in tre competizioni (quattro considerando la Supercoppa Italiana). Proprio in questo si è dimostrato abile psicologo e comunicatore, prima ancora che allenatore con abilità sul campo. Ha gestito, fin da subito, le tensioni tra senatori e anche "contingenze" come l'episodio Bastoni-Kalulu, certamente non facili da affrontare. 

La sua strategia comunicativa è stata determinante per porre basi solide nel corso della stagione. Dopo i toni inizialmente più concilianti è passato a quelli decisi asoltati di recente. Ha capito che la squadra aveva bisogno di una guida solida e di qualche scarica per l'ultimo tratto di stagione. Ha letto i momenti, insomma. E tatticamente non ha stravolto il 3-5-2 pure in virtù di un mercato estivo che non poteva garantirgli un cambio di rotta. Infine, ha coinvolto tutti, a prescindere da età e status, garantendosi grande continuità di rendimento. L'unico neo sono gli scontri diretti, su cui si lavorerà in vista dell'anno prossimo, ma è una "macchiolina" rispetto a tutto il resto. 

Sezione: Rassegna / Data: Lun 20 aprile 2026 alle 08:56
Autore: Antonio Di Chiara
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