Torna a parlare Walter Gargano e lo fa al Corriere dello Sport, ripercorrendo la sua carriera in Serie A, con tanto Napoli e anche un po' di Inter.

Nel 2012 va via da Napoli e non è si è mai ben capito il perché. 
"Se tornassi indietro, farei diversamente. Ma andò così: parlai con Mazzarri e mi disse che avrei avuto meno certezze rispetto alla stagione precedente. Io volevo giocare, ne avevo bisogno per me ma anche per mostrarmi a Tabarez, il ct. E allora decisi di favorire le trattative. De Laurentiis tentò di placarmi, mi spingeva a restare. Avrei dovuto dargli ascolto". 

Poi fa Inter e Parma, dove incrocia (tra gli altri) Cassano. 
"Giocatore straordinario, con piedi fantastici e - mi creda - un cuore gigantesco. Ma, come penso abbia detto anche lui, era anche un po’ pazzo. Ora ho letto che vuole fare il direttore sportivo e sono curioso di vedere cosa farà se dovesse incontrare un giocatore che gli somigli. Ma Antonio sa di calcio e sono convinto che metterà a disposizione le sue conoscenze". 

Perché quell’Inter uscì dall’Europa? 
"Fu una stagione di transizione, ma non lo sapevamo. Ci imbattemmo in una serie di infortuni che pesarono e si stava chiudendo definitivamente un ciclo mentre non era ancora cominciato quello successivo". 

Stiamo per ripartire. 
"E ho il sospetto che stavolta lo scudetto lo vinca la Lazio, che gioca bene e dà l’impressione di essere una squadra compatta, un gruppo forte dentro. Il Napoli è in ritardo ma ha qualità per recuperare e giocarsela per chiudere bene la stagione. Ma l’anno prossimo, tranquilli, sarà di nuovo protagonista". 

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Sezione: Rassegna / Data: Mer 27 maggio 2020 alle 11:52 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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