SOMMER 6,5 - Ormai lo sa anche lui, il clean sheet è un lusso che la sua squadra non riesce più a permettersi e gli tocca mettere le pezze anche contro avversari meno blasonati e in partite in cui i suoi sembrano in controllo. Sull'1-0 è bravissimo a chiudere la porta in uscita a Piccoli, che stava già pregustando il pareggio. Lo stesso Piccoli che poi la piazza in rete di testa perché dimenticato dai difensori. Mette con robustezza la mano sul tiro cross velenoso di Zortea perché non è il caso di correre rischi.
BISSECK 7 - Iper attivo. Dietro lascia passare solo qualche spiffero, togliendo con una spizzata decisiva dalla testa di Piccoli un cross assai promettente da sinistra. A tratti impossossibile da arginare quando decide di mettersi in proprio palla a terra. Forse un po' troppo passivo sul traversone di Augello che porta alla rete dei sardi, ma si fa perdonare in modo sontuoso nell'altra area scacciando con prepotenza i soliti fantasmi dei secondi tempi.
DE VRIJ 6,5 - Il duello tutto fisico con Piccoli è anche interessante per gli appassionati della lotta greco-romana, i due non si risparmiano colpi ma l'olandese ha un autotreno pieno di esperienza in più rispetto al rivale e spesso lo illude di poter prevalere salvo uscire in scioltezza pallone trai piedi e testa alta. Nonostante ciò non riesce a impedirgli di presentarsi davanti a Sommer due volte, sbagliando nella prima circostanza ma colpendo, isolatissimo nel cuore dell'area, in avvio di ripresa. L'occasione per il riscatto c'è: salva sulla linea un sinistro a colpo dicuro del suo rivale che avrebbe riaperto le danze e provocato chissà quali danni.
CARLOS AUGUSTO 6,5 - Dopo Monaco di Baviera forse meriterebbe un po' di riposo, ma anche con il rientro di Dimarco il suo allenatore continua a dargli fiducia, presentandolo come braccetto sinistro. Come nella normalità delle cose, se la cava con sicurezza dal punto di vista difensivo. Poi ci aggiunge una costante spinta offensiva in appoggio al canterano nerazzurro, entrando con prepotenza nell'azione del momentaneo vantaggio.
ZALEWSKI 6 - Prima da titolare, prima sulla fascia destra dove deve esibirsi per necessità più che per soddisfare una comunque legittima curiosità di Inzaghi. L'inizio non è molto incoraggiante, pressa con tempi incerti e raramente entra con convinzione nella costruzione del gioco, anche perché i nerazzurri attaccano soprattutto a sinistra o centralmente. Cresce con il trascorrere dei minuti, come un diesel. Poi quando torna nella sua comfort zone mancina si fa male... DAL 67' BASTONI 6 - Non doveva giocare, ma l'infortunio di Zalewski lo spedisce rapidamente in campo. Inzaghi gli chiede solo una cosa: niente ammonizioni. Lui esegue e fa la sua parte soprattutto quando Luvumbo lo punta.
FRATTESI 6 - Ancora carico a pallettoni dopo la firma europea all'Allianz Arena, ha voglia di sfruttare l'onda energetica che lo accompagna e corre senza soluzione di continuità, a volte oltre il necessario. Rimedia subito un duro colpo sulla bocca che lo disorienta per qualche minuto, poi torna a svolgere le sue mansioni a centrocampo e dintorni. I asuoi inserimenti sono a volte di difficile lettura per i centrocampiasti sardi e i compagni cercano di aassecondarli ogni volta che possono, mostrandogli la propria fiducia. Cala alla distanza ma resta in partita.
CALHANOGLU 6,5 - Direttore di un'orchestra che dopo gli applausi internazionali torna a emozionare entro i confini italiani. Nicola commette l'errore di non sacrificare uno dei suoi per pressarlo fino allo sfinimento e il turco ha tutto il tempo e la calma di produrre il suo calcio a beneficio di tutti, senza troppe ansie e cercando con frequenza lanci di 40-50 metri. Strappa applausi anche per alcuni tackle coraggiosi. ed è bravo a gestire le energie rimanendo sul rettangolo di gioco fino quasi fino allo scadere. DALL'84' ASLLANI SV.
BARELLA 6,5 - Impossibile che non senta dentro l'impegno contro il 'suo' Cagliari, bisognerebbe anestetizzare le emozioni e lui non è tipo da farlo. In più gli tocca agire nuovamente sul centrosinistra che non è proprio la sua mattonella preferita. Cambia poco, a tratti è il miglior amico di Calhanoglu per come si cercano e dialogano con pura tecnica. Si concede alcune imprecisioni ma non rinuncia mai al gusto di provare la giocata oltre gli schemi.
DIMARCO 7 - La buona notizia intanto è rivederlo in campo, per giunta titolare, nonostante Carlos Agusto gli abbia tenuto il posto in caldo in modo esemplare. Il primo approccio alla gara è l'aassist con cui manda in porta Lautaro, non c'è male. Poi partecipa con assiduità alla manovra, lavorando bene negli spazi stretti anche sotto pressione, costringendo Caprile a un riflesso decisivo e servendo l'assist a Bisseck. Bentornato. DAL 59' DARMIAN 6 - Inzaghi avrebbe voluto concedergli un meritato turno di riposo ma l'autonomia ancora limitata di Dimarco lo costringe a tornare in ufficio per sbrigare le ultime pratiche. Deve tenere a bada la verve di Luvumbo che transita anche sulla sua zona di competenza e impedire ad Augello di alzare la testa.
MARTINEZ 7 - Mette nella valigia della sua partita contro il Cagliari, una delle sue vittime preferite, tante cosette interessanti. Il primo avviso di chiamata ai sardi è un sinistro a lato da buona posizione, ma forse doveva solo scaldarsi. Poi inizia a cucire il gioco, cercandosi a turno con tutti e rendendo omaggio alla bellezza di questo giuoco con tante piccole espressioni di tecnica, mai banali o fini a loro stesse. Allo stesso modo rende onore all'intuizione di Arnautovic scavalcando Caprile con una carezza al pallone. La banalità non gli appartiene. DAL 67' THURAM 6 - Sufficienza sulla fiducia, perché non molte occasioni per mettersi in mostra visto che gran parte del tempo lo trascorre inseguendo palloni lanciati dai compagni e provando a congelare il gioco.
ARNAUTOVIC 7,5 - Avvio piuttosto contratto, anche goffo nei movimenti e qualche difficoltà ad addomesticare il pallone. Poi all'improvviso, coime una folgore, fa a pezzi lo 0-0 con inserimento e fiondata mancina sotto la traversa per l'ennesimo gol pesante del suo 2025. Belo? Sì, ma non come l'intuizione con cui manda in porta Lautaro per il raddoppio. Nella classifica austriaca dei geni, in questo momento è alle spalle solo di Mozart. DAL 59' CORREA 6 - Ha poco più di mezz'ora e la sfrutta con diverse giocate pèreziose per far rifiatare la squadra e portare il pallone più lontano possibile. Riceve anche applausi, dettaglio da non sottovalutare.
ALL. INZAGHI 7 - Applica un turn over basato sulle diffide fidandosi di tutti i giocatori che manda in campo e ottiene ancora le risposte che voleva, soprattutto in un primo tempo di dominio tattico e tecnico. L'esperienza gli insegna che nella ripresa l'Inter è destinata a calare, ma neanche lui può prevedere che il Cagliari accenda subito la miccia. Miccia spenta da Bisseck che riporta l'andazzo sui binari più corretti. Vittoria doveva essere, vittoria è stata con il minimo sindacale dei patemi. Ora il Bayern.
CAGLIARI: Caprile 6, Zappa 6 (dal 72' Obert 5,5), Mina 6, Palomino 5,5, Zortea 6, Adopo 5,5, Makoumbou 6 (dal 62' Marin 6), Deiola 5,5 (dal 72' Gaetano 6), Augello 6,5, Coman 5,5 (dal 62' Luvumbo 6), Piccoli 6,5 (dall'82' Pavoletti sv). All. Nicola 6
ARBITRO: DI BELLO 6 - Il suo ritorno a dirigere l'Inter coincide con una prestazione sufficiente, senza infamia né lode in cui riesce a gestire pur con qualche errore l'evoluzione del match. Un solo ammonito conferma la sportività delle due squadre in campo che gli semplifica la vita. In area non accade nulla che lo costringa a chiedere lumi al VAR.
ASSISTENTI: Berti 6 - Cecconi 6
VAR: Chiffi 6
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