Un racconto per certi versi toccante, quello che Zinho Vanheusden, ex difensore con un trascorso anche nelle giovanili dell'Inter, ha rilasciato in una lunga intervista al podcast Midmid. Dove ha ricordato i tanti travagli che ha dovuto affrontare nella sua breve carriera, iniziati nel 2020 quando, durante una partita di Youth League contro la Dynamo Kiev, si ruppe i legamenti crociati del ginocchio destro. Da lì in avanti, un calvario continuo, fino all'ennesimo stop subito l'anno scorso quando indossava la maglia del Marbella, che lo portò a dire basta. Vanheusden ricorda quello che è stato il suo periodo a Milano: "Lì è iniziato tutto, ho scelto di andare in Italia quando avevo 16 anni. Non restai allo Standard Liegi perché non mi sentivo ancora pronto per il calcio dei grandi, sentivo di avere ancora bisogno di due o tre anni di allenamento specifico per la difesa, ed è stato all'Inter che ho davvero imparato qualcosa. E non è stata una scelta fatta per denaro, in quel momento i soldi non mi interessavano davvero; volevo solo diventare la versione migliore di me stesso. Fu Pierluigi Casiraghi a portarmi in Italia; lo vedevo spesso ai tornei internazionali".

Ivan una bestia. Ma quanto era gentile

Anche se l'impatto con la nuova realtà non fu facile: "Durante i primi tre o quattro mesi, ho sofferto molto la nostalgia di casa ed è stato davvero difficile. Non parlavo italiano, gli italiani non parlavano inglese e dovevi imparare la loro lingua. In quel gruppo, però, c'erano tanti ragazzi che affrontavano la stessa difficoltà visto che arrivavano a Milano da molto lontano. È così che si diventa adulti e si matura rapidamente. Con l'Inter ho vinto il campionato Primavera, poi sono passato tra i grandi; è andata come mi avevano prospettato". Dei giocatori dell'Inter visti da vicino, Vanheusden spiega di aver apprezzato in particolare Mauro Icardi e Ivan Perisic: "Icardi non era necessariamente quello che si metteva più in mostra durante gli allenamenti, ma poi segnava sempre. Perisic era molto gentile con noi giovani, specie con me visto che parlava francese e aveva giocato in Belgio. Anche lui era una vera macchina da allenamento, una bestia; un professionista eccezionale. Da lui ho imparato molto anche in termini di gestione del corpo da professionista". 

Sezione: News / Data: Ven 09 ottobre 2026 alle 19:28
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.