Checché ne dica Suma, il derby che abbiamo appena finito di commentare ce lo ricorderemo a lungo. Io perché sono stato dalla parte di chi godeva nella gelida serata milanese e lui perché lo scorso settembre ci ricordava che: "Se l'Inter non è un club mediatico è meglio che esca dal calcio". È stata la settimana di Carlitos Tevez, da 2 mesi dato da tutti in maglia rossonera, e di Alexandre Pato e del suo "Should I stay or should I go" giusto per parafrasare i Clash.
Insomma il club più mediatico del mondo, come da maglietta, ha concesso, in un momento importante come l'avvicinamento alla stracittadina, che l'attenzione di tutti fosse catalizzata sul mercato per poi proporre la coppia d'attacco meno in confidenza di sempre (così almeno dicono coloro che hanno confidenza con Ibra).
Il risultato è stato un derby equilibrato con l'Inter ben messa in campo da mister Ranieri, capace di trasformare in tre punti una occasione propiziata da una sgroppata sulla fascia del capitano.
Inter cinica, con una difesa granitica e capace di giocare in trenta metri.
La perfetta dirimpettaia per un Milan dalle polveri bagnate, con una manovra avvolgente ma farraginosa e con invitanti lacune sulle corsie laterali in difesa.
Una domenica notte nel segno del sei. Sei come le sconfitte in stagione, nonostante le quali son solo sei i punti dalla vetta, grazie soprattutto alle sei vittorie consecutive.
E per una volta 666 non è il numero del diavolo, che Suma voglia o no.
Si fa sempre un gran parlare di prevenzione e di lotta agli infortuni ma al tempo stesso si organizzano calendari che prevedono 4 gare da giocare sullo stesso prato in meno di 8 giorni. La domanda è la stessa di sempre. Cosa si aspettano dal prato del Meazza? Tra gelate ed usura il risultato sarà che contro la Lazio (ultima gara delle 4, ndr) si giocherà in condizioni proibitive con quella che in Inghilterra viene chiamata "The Hun-rubbit" e cioè la caccia al coniglio, decisamente meno prendibile e controllabile di un pallone sui prati di sua maestà.
Se aggiungiamo poi che la coppa Italia attira una media spettatori da Eccellenza, il risultato dovrebbe essere una legittima domanda sulla necessità di far disputare in questo periodo le gare della coppa nazionale.

Chiaramente ci sono contratti televisivi da rispettare ma nel riguardo dei tifosi e dei campioni che giocano in Italia si potrebbero valutare soluzioni differenti. Così, pare ovvio a chiunque che le partite non abbiano, ne avranno mai, un adeguato appeal per coinvolgere una giusta cornice di pubblico.
A proposito di Tim Cup, l'Inter vince e convince contro un Genoa incapace di opporre resistenza ad una squadra che Ranieri cambia per 8/11 rispetto alla formazione del derby e che non cambia nella sostanza. Non concede nulla all'avversario, apre e chiude le danze con due gol perla di Maicon e Poli. Bravi tutti specie chi gioca poco ma una menzione speciale la lasciamo ad Ivan Cordoba, che torna a disputare una gara dall'inizio e per 90' dopo 11 mesi (Inter Cagliari del 19/02/2011). Serietà incredibile durante la settimana, pur sapendo che raramente ci sarà bisogno di lui, ma quando chiamato in causa sempre presente. Bravo Ivan.
E adesso come l'anno scorso dopo la vittoria contro il Genoa si va a Napoli.

Sezione: News / Data: Ven 20 gennaio 2012 alle 08:55 / Fonte: di Roberto Scarpini per TMW
Autore: Fabrizio Romano
vedi letture
Print