Il Giorno ha ricostruito le motivazioni che hanno portato il TAR di Milano a dichiarare inammissibili o bocciare i ricorsi ancora pendenti contro la vendita dell'area di San Siro a Inter e Milan. Secondo il quotidiano, il collegio presieduto da Stefano Mielli ha accolto le eccezioni sollevate dalle difese del Comune di Milano e dei due club sull’identità e sulla composizione dei ricorrenti, ritenute cambiate più volte nel corso del giudizio. Pertanto, non sono stati esaminati nel merito alcuni dei nodi più rilevanti sollevati dagli oppositori del progetto: dalla correttezza dell’iter amministrativo alla compatibilità della legge Stadi con la Costituzione e il diritto europeo, fino alla questione del vincolo sul secondo anello del Meazza. A fermare tutto prima è stata quella che nelle sentenze viene definita l’”indeterminatezza e mutevolezza soggettiva dei ricorrenti”. Nei diversi passaggi processuali, infatti, sarebbero cambiati i soggetti formalmente coinvolti: alcuni ricorsi originari facevano capo a decine di cittadini, mentre nei successivi motivi aggiunti comparivano nuove persone o formule come “Gabriella Bruschi e altri” e “Luigi Corbani e altri”. Non una semplice questione formale, perché nei ricorsi collettivi deve essere possibile identificare con precisione chi agisce e verificare che i diversi ricorrenti abbiano interessi omogenei e non in conflitto tra loro. L’incertezza sull’identità delle parti, secondo il TAR, impediva questo controllo.

Per l'unico ricorso bocciato nel merito, quello di Enrico Fedrighini, il giudice ha ricordato che un consigliere comunale non può utilizzare il giudice amministrativo per contestare semplicemente una decisione politica assunta dall’ente di cui fa parte. Perché il ricorso sia ammissibile deve esserci una concreta lesione delle prerogative del consigliere. Nel caso specifico, i giudici hanno ritenuto non dimostrata né la violazione delle norme regolamentari né una reale compressione delle funzioni di Fedrighini. Nel mentre, il Comitato Sì Meazza ha già annunciato l’intenzione di rivolgersi al Consiglio di Stato contro le sentenze di ieri. Il secondo grado della giustizia amministrativa rappresenta quindi il prossimo possibile terreno di scontro. Nel frattempo, però, le decisioni del TAR  restano pienamente efficaci e non bloccano l’operazione.

Sezione: News / Data: Mer 07 ottobre 2026 alle 12:35 / Fonte: Affaritaliani.it
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.