Stadi aperti o stadi chiusi? Con moderazione, ma stadi aperti al pubblico. Questo quanto asseriscono Maurizio Pregliasco Maria Rita Gismondo, i due virologi intervistati a tal proposito dal Corriere dello Sport. "Atalanta-Valencia non è esempio valido, quella zona doveva già essere rossa ma fu lasciata open e il tutto si svolse senza alcuna norma di sicurezza, come se il virus del Covid-19 non esistesse - ricorda Pregliasco -. Occorre ora verificare lo stress-test della riapertura delle scuole e quello relativo all’autunno quando compariranno altri virus, come quello dell’influenza. Questo sì potrebbe essere un motivo plausibile per essere ancora cauti, anche se dare l’ok a mille spettatori è già un test. Peraltro sbagliato, perché l’apertura al pubblico non può essere burocraticamente fissata in un numero fisso, ma tenere conto della capienza, del fatto che la struttura sia all’aperto o al chiuso, se l’organizzazione degli accessi e delle uscite evita assembramenti. Allora gli spettatori potrebbero anche già da ora essere più di mille se lo stadio a norma ne accoglie 40mila: 8mila potrebbero essere ammessi rischiando molto meno dei mille ammessi oggi in un palazzetto da 5mila posti al massimo. Per fare un esempio. E parlo sempre di un quinto".  
 
"Occorre basarsi sulla capienza in base ai posti a sedere veri, comunque mantenere vuoti i posti avanti, dietro e ai lati è una giusta garanzia di sicurezza - conferma la Gismondo -. I calcoli spettano a chi gestisce queste strutture. Dare numeri limite come si è fatto ora è senza senso, i numeri vanno dati in base alle capienze. All’aperto poi il virus se presente è comunque più diluito nell’aria rispetto al chiuso. Io non capisco perché esistono tanti timori per riaprire al calcio e non si hanno nell’autorizzare uno spettacolo concertistico all’aperto".

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Sezione: News / Data: Mar 22 settembre 2020 alle 17:30 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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