E' andata in scena oggi la conferenza stampa di presentazione di Matteo Cocchi come nuovo giocatore del Padova, club che ha raggiunto in prestito prestito lasciando solo temporaneamente l'Inter che si è riservata il diritto di controriscattarlo. La chiacchierata con i giornalisti è partita, ovviamente, dal motivo per il quale ii il terzino sinistro ha scelto questa piazza per imporsi nel calcio dei grandi anche in Serie B dopo la prima esperienza in Serie C con l'Under 23 nerazzurra: "Quest’estate ero impegnato con la Nazionale Under 19 per l’Europeo, quindi io e il mio procuratore ci eravamo prefissati di prendere una decisione con calma e soprattutto quella giusta. Penso che il progetto del Padova sia il migliore per la mia crescita. Ho avuto modo di parlare sia con il mister sia con il direttore e mi hanno fatto entrambi un’ottima impressione", le sue parole. 

Sei un esterno che arriva dall’Intee: viene naturale chiederti di Dimarco: quanto hai imparato da lui?

"Ho avuto la possibilità di crescere osservandolo quasi tutti i giorni. Condividere lo spogliatoio con campioni del genere è stato un grande onore. Cerco sempre di rubargli qualcosa, sia dal punto di vista tecnico sia nei movimenti". 

Ci descrivi le tue caratteristiche? Che emozioni hai provato al debutto in Champions League con l’Inter? E cosa pensi delle ambizioni del Padova per questa stagione?

Mi reputo un giocatore con una buona tecnica. Mi piace chiedere il pallone e svariare in fase offensiva, che è quella che preferisco, anche se voglio migliorare sotto l’aspetto difensivo. Il progetto qui è molto ambizioso. Tutta la squadra ha l’obiettivo di fare qualcosa di importante e, se riusciremo a raggiungerlo, ne saremo tutti molto felici. Esordire a San Siro davanti a 80.000 persone è qualcosa che non si può descrivere. È un ricordo che porterò sempre con me. La notte successiva non sono riuscito a dormire: sono emozioni che capitano forse una sola volta nella vita e che resteranno per sempre tra le più belle della mia carriera". 

Com’è stata l’esperienza in Serie C della scorsa stagione? Ti è servita per fare quel salto che molti considerano difficile?

"L’esperienza in Serie C è stata molto formativa. Ci sono tante differenze rispetto al campionato Primavera e per me è stato un anno di grande crescita, perché mi sono confrontato con i “grandi”. Ovviamente so di avere ancora tantissimo da imparare". 

Hai parlato con Di Maggio, anche lui cresciuto nell’Inter? Ti ha detto qualcosa su Padova?

"Ho sentito Di Maggio quest’estate e mi ha parlato molto bene della città. Sono qui da poco e non vedo l’ora di scoprirla".

Hai detto di essere un esterno più offensivo che difensivo. Il sistema di gioco di Calabro sembra adattarsi alle tue caratteristiche: ne avete già parlato?

"Il mister chiede grande spinta agli esterni, ma allo stesso tempo pretende una buona fase difensiva. È un aspetto sul quale voglio lavorare e migliorare". 

A livello personale quali obiettivi ti sei posto? Arrivi in una rosa ricca di giocatori importanti e ritagliarsi spazio non sarà semplice.

"Voglio vivere un altro anno di crescita. L’obiettivo è continuare il mio percorso anche in Serie B, come ho fatto in Serie C, migliorando ogni giorno, cercando di conquistarmi il mio spazio con il lavoro e le mie qualità e dando sempre il massimo". 

Sezione: News / Data: Gio 30 luglio 2026 alle 17:55
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
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Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.