"Ho parlato con le squadre. Non si può accogliere neanche con una minima percentuale. Salta l'operazione stadio": Giancarlo Tancredi, ex assessore alla Rigenerazione urbana, esprime questo timore legato alla possibile insostenibilità ambientale del progetto del nuovo stadio di San Siro. Nella ricostruzione emersa dagli atti, riportata da Lapresse, del filone di inchiesta venuto a galla una settimana fa, lo scorso 12 maggio Tancredi scrisse al presidente della Commissione urbanistica, Bruno Ceccarelli, che introdurre il divieto di acquistare "certificati green" in giro per il mondo per garantire la "neutralità carbonica" del progetto del nuovo Meazza è impossibile.

"Potrei accogliere - continua l'allora assessore - una cosa tipo mettere in atto tutte le azioni e le misure possibili nell'ambito della revisione del Pgt per ridurre al minimo il ricorso ai crediti di carbonio...". Commenta poi: "Più di così è dura". Alcuni consiglieri di maggioranza propongono di vietare, nel Pgt, l'utilizzo dei crediti di carbonio. Si tratta di "certificati" che si acquistano sui mercati internazionali e si ottengono piantando alberi ovunque nel mondo, in "qualunque operazione di rigenerazione e trasformazione urbana". Secondo il consigliere Enrico Fedrighini, tacciato poi di voler "bloccare lo stadio", e altri sette colleghi, accettare i crediti di CO2 dalle squadre di calcio che nel documento di fattibilità (Docfap) sul nuovo Meazza parlano di "acquisto di crediti di carbonio (carbon offsetting sul mercato internazionale)" per "garantire la carbon neutrality" dell'operazione immobiliare, significa "ratificare l'insostenibilità ambientale di un progetto". Si trasferirebbe infatti lo sforzo per il "miglioramento dell'ecosistema dalla scala del territorio urbano" alla "sfera della finanza ambientale planetaria".

Sezione: News / Data: Mer 08 aprile 2026 alle 13:25 / Fonte: Il Giornale
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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