Ripartire o no con i campionati europei? "Penso che sia molto difficile dire qualcosa di intelligente sulla ripresa, non conoscendo gli sviluppi né del contagio né anche e soprattutto della ricerca", dice Giovanni Branchini, agente italiano di lungo corso, ai microfoni di TMW Radio. 

"Mi auguro che in Italia la fase peggiore sia superata e si ridimensioni questo incubo, ma la poca conoscenza dei rischi rimane un fattore determinante - aggiunge il noto procuratore -. Onestamente possiamo auspicare delle soluzioni, ma sono condizionate. Giocare sarebbe bello per tutti, per i calciatori, il sistema, per chi avrebbe lo svago di veder la propria squadra, ma non sappiamo fino in fondo se esiste la possibilità di mettere tutti al riparo da pericoli".

L'incertezza su quando ricomincerà a rotolare il pallone regna in tutta Europa, ma il sistema italiano sembra distinguersi in negativo rispetto agli altri per le varie fratture che si sono create tra le componenti: "Sono rimasto colpito da una frase sentita più volte, anche dal presidente federale che si dimostra preoccupatissimo di una non fine del campionato, e successivi strascichi giuridici dei club che si riterrebbero danneggiati - spiega Branchini -. Da persona e non da addetto ai lavori, mi preoccupa. Mi fa intuire che anche davanti ad una tragedia globale di questa portata, che ci sta costando quasi 20.000 morti, non si riesce ad avere una visione d'insieme non circoscritta ad interessi personali. Speravo e spero ancora che l'esperienza che l'umanità sta vivendo possa portare qualche cambiamento in meglio. Se tutto rimane com'era primo, siamo refrattari di fronte al destino".

La chiosa è dedicata al mercato che sarà: "Mi avete sentito dire in passato che la posizione di agenti e allenatori, che hanno direttamente a che fare con gli atleti, è contraria ai mercati infiniti e interminabili. Vista però l'eccezionalità della situazione in cui potrebbe esserci ritardo e confusione, con breve lasso di tempo tra la stagione che termina e quella che inizia, potrebbe esserci il periodo di tempo a cavallo delle due competizioni. Verrebbe poi a sparire il mercato di gennaio, e sarebbe una soluzione che mi sento di appoggiare. Sono certo che il valore dei calciatori non diminuirà, magari ci saranno meno operazioni. Chi ha un giocatore che vale molto sa quanto è difficile in questa fase, ma non è impossibile. Dicevo che ci sono affari grossi in corso anche attualmente. Non credo che nessun club svenderà i suoi pezzi migliori, magari i giocatori più importanti saranno venduti tra un anno. Ci potrà essere un grande incremento di scambi, anche di alto livello, per la mancanza di liquidità. Potranno essere anche sorprendenti. Chi avrà la gemma, però, terrà duro e aspetterà il momento giusto".

Sezione: News / Data: Mer 08 aprile 2020 alle 20:31
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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