"Nelle trattative le difficoltà ci sono sempre". Parola di Piero Ausilio che nel suo lungo intervento dal palco del Festival della Serie A (LEGGI QUI l'intervento completo) è tornato anche sulle negoziazioni che portarono poi a Milano, Marcus Thuram. Giocatore che "con orgoglio" Ausilio ricorda di aver "strappato al Milan".

"Che il Milan fosse su sul calciatore era la realtà, c'erano anche altre squadre importanti europee e anche economicamente molto, molto forti e strutturate e straniere - racconta Ausilio -, lui scelse l'Inter per un motivo molto preciso. Noi già due anni prima lo avevamo individuato e lui scelse l'Inter. Giocava al 'Gladbach, e per intendirci era l'anno in cui Lukaku si era trasferito al Chelsea, noi avevamo già preso Dzeko e ci serviva un terzo attaccante e avevamo pensato a lui. La cosa bella e particolare è che lui non giocava in attacco, noi giocavamo già col 3-5-2 e lui non era un attaccante, ma giocava esterno a sinistra. E invece eravamo convinti che Marcus invece avesse proprio le caratteristiche che servivano a noi per giocare in quel sistema di gioco quindi chiamai lui che alzò le mani e disse: 'Parla con papà'. Tra l'altro Lilian penso che anche qui a Parma lo ricorderete tutti come un grandissimo campione e un grandissimo uomo. Mi chiese di spiegargli bene il progetto, era molto curioso e voleva capire perché pensavamo che Marcus potesse diventare un attaccante e quindi spostarlo dalla sua posizione più naturale, dove aveva sempre giocato. Gli spiegammo tutto, quali erano le nostre idee e perché doveva venire all'Inter e giocare in quel sistema di gioco. Mi diedero l'ok, si formalizzò praticamente tutto, se non fosse che si fece male ad un ginocchio in una partita contro il Leverkusen e ci fu questo impedimento e abbiamo dovuto ritardare di due anni l'operazione. Lo abbiamo perso per due anni, in realtà poi lo abbiamo recuperato praticamente a costo zero, quindi direi che è stato comunque un bene anche così", ha raccontato con soddisfazione e anche un po' di orgoglio personale.

Sezione: News / Data: Dom 07 giugno 2026 alle 14:41
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi