Cesc Fabregas, allenatore del Como, si presenta nella sala conferenze di San Siro per un ulteriore commento dell'esito della partita contro l'Inter. Così si esprime il tecnico catalano, come riportato dall'inviato di FcInterNews.it:

Prima della partita avevi detto che non avresti cambiato tanto, stasera però non sono arrivate tante occasioni. Come mai?

"No, abbiamo dovuto cambiare perché non avevamo i giocatori che avevamo prima. Non avrei cambiato molto delle ultime partite fatte, poi se ci mancano i giocatori non possiamo fare certe cose. Questo è un chiarimento... Loro hanno fatto bene, noi perdiamo palloni che di solito non perdiamo e abbiamo preso due gol in contropiede dove sono devastanti. Poi dovevo trovare un equilibrio difensivo perché non continuassero a farci male. Con Smolcic è andata un po' meglio, ha dato più stabilità ma non è stato abbastanza. Pur avendo avuto qualche occasione".

Qual è stata la vostra principale difficoltà? Da Cunha più centrale avrebbe aiutato?

"Questi sono alibi, con Da Cunha abbiamo vinto sei volte su sei. Abbiamo concesso due gol perché abbiamo perso due palloni da parte di un giocatore che non sbaglia mai, e potevano essere di più. Noi però qui non volevamo ammazzare nessuno, anzi ho ringraziato i ragazzi. Se la gente parla del Como è merito loro, facciamo tante cose così bene da arrivare alla nona partita in 27 giorni contro l'Inter e la gente pensa che dobbiamo vincere. Bene questa percezione, ma dobbiamo tornare coi piedi per terra. L'Inter ha vinto Scudetti e fatto finali Champions, sono stati più bravi e sono più forti fisicamente. Poi abbiamo concesso due gol su errori che di solito non facciamo. Dobbiamo stringere loro la mano e andare avanti senza perdere la testa".

Nel secondo tempo coi cambi si sono visti i giocatori più uniti, questa è la reazione che può servire? E perché è iniziata male?

"La nostra struttura deriva dai giocatori che ci sono a disposizione. Io come allenatore devo schierare chi è nel miglior momento, poi è vero che abbiamo concesso tante ripartenze per errori nostri e per la loro grande aggressione; poi con SIl vosmolcic ho sistemato qualcosina ma loro sono stati molto meglio di noi. Questo è il calcio, può succedere sempre".

Il vostro status ha portato l'Inter a iniziare così agguerrita?

"L'ho spiegato prima, brava Inter per tutto. Ma i due gol arrivano da errori senza pressing, con un passaggio di 10-15 metri a un compagno solo. All'Inter non puoi concedere ripartenze, abbiamo sbagliato. Poi ho sistemato nella ripresa con ciò che potevamo fare. Loro poi sono grandi calciatori, ma sembrano giocatori di basket per quanto sono robusti e forti. Se poi regali qualche passaggio sbagliato... Abbiamo concesso troppo ai loro punti di forza, ripartenze e palle inattive".

Su Andrealli convocato dal Perù.

"Per me è come un figlio. Quando ho preso la Primavera tre anni fa non mi hanno fatto fare cambi, lui era nell'Under 17 e giocando una partita contro l'Inter che ha vinto 5-2 ha fatto dieci minuti e mi è piaciuto molto, al punto da chiedere di portarlo con noi. E' cresciuto molto, sono molto contento per lui; è solo l'inizio come per tanti giovani che abbiamo, si goda l'esperienza".

Sezione: L'avversario / Data: Dom 08 novembre 2026 alle 20:53 / Fonte: Dall'inviato a San Siro
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.