Distrazione muscolare al bicipite femorale della coscia destra. L'esito degli esami cui è stato sottoposto Alexis Sanchez oggi pomeriggio lascia poche speranze di rivedere ancora il cileno in campo in questa stagione, anche se l'Inter riuscisse a centrare la finale di Europa League. Un'ipotesi nell'aria visti i tempi ristretti, che costringerà Antonio Conte a un ritorno al passato, quando l'assenza del cileno da ottobre a gennaio per l'infortunio alla caviglia patito in Nazionale obbligò l'allenatore ad affidarsi ai soli Lautaro Martinez e Romelu Lukaku, con qualche occasione concessa a Sebastiano Esposito. Situazione già vissuta in casa nerazzurra, ma che non cancella l'amaro in bocca di dover rinunciare a uno dei giocatori più in forma e decisivi nel post-lockdown.

Sanchez stava ricoprendo un ruolo significativo, perché dopo tanta attesa era finalmente entrato nelle rotazioni di Conte, spesso e volentieri anche da titolare con Martinez in panchina (5 volte dal ritorno in campo), ma soprattutto come cambio di lusso del Toro a gara in corso. Anzi, ormai era una mossa tattica ampiamente prevista, con Lautaro che partiva nell'undici titolare al fianco di Lukaku ed el Nino Maravilla che a un certo punto della contesa ne prendeva il posto. Spesso facendo anche meglio, si pensi alla trasferta di Genova, per esempio. Una situazione non certo piacevole per l'argentino, titolare inamovibile e intoccabile fino al 90' fino a quando il compagno di reparto non ha preso il ritmo giusto, diventando di conseguenza una sua valida alternativa posta l'irrinunciabilità a Lukaku.

Adesso che Sanchez probabilmente dovrà tornare a guardare i compagni da fuori, Martinez psicologicamente potrebbe beneficiarne. I passi avanti intravisti soprattutto nelle ultime partite, dalla vittoria sul Napoli in poi, potrebbero essere certificati dalla ritrovata serenità figlia della mancanza di una seria alternativa dalla panchina. Se infatti per Conte e in generale per la squadra questa non è una buona notizia, per il numero 10 di Bahia Blanca può essere uno stimolo a fare meglio, senza l'assillo e il timore di essere sostituito a un certo punto della partita. In questo caso il fattore psicologico sarà determinante, ma il Toro dovrà comunque fare bene già lunedì contro lo Shakhtar, perché in panchina ci sarà sempre la carta Esposito ma soprattutto, con la crescita di Christian Eriksen, il tecnico salentino potrà anche variare modulo in corsa, avvicinando il danese a Lukaku e, chissà, riproponendo Stefano Sensi al fianco del danese per un equilibrato 3-4-2-1. Sensi oppure, più verosimilmente, Borja Valero che in tempi recenti ha già interpretato il ruolo di trequartista.

Meno ansia dunque per Lautaro, ma non certo meno tensione agonistica. Oggi più che mai, in vista degli ultimi sforzi stagionali, l'argentino dovrà tornare a essere decisivo anche con i gol. 

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Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 12 agosto 2020 alle 20:50
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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