Il 2-2 col Catania avrà scaldato i cuori e avrà fatto capire che sotto le ceneri dell'Inter che fu, c'è ancora una brace che brucia. Avrà fatto capire che non tutto è da buttare, ma ha certamente lasciato segnali inconfutabili: così non si può continuare. Pensare di andare avanti fino a maggio a colpi di elettroshock non è credibile, ecco perché occorre invertire subito la rotta. La classifica non va guardata e a vincere la Champions non bisogna pensare. Però c'è l'obbligo di terminare con dignità la stagione, magari prendendosi qualche soddisfazione, e programmare per tempo la prossima. 

SACCHI DOCET – Spesso il risultato, come ci ricorda sempre Arrigo Sacchi, trae in inganno e fuorvia i giudizi. Ecco, non lasciamoci fuorviare e analizziamo la partita: ieri l'Inter è stata un disastro, da qualunque punto la si voglia vedere. Scatto d'orgoglio ottimo, per carità, ma non bisogna dimenticare la papera di Carrizo e l'atteggiamento 'molle' del Catania che hanno permesso ai nerazzurri di pareggiare. Non è tutto oro quel che luccica, come non è tutto da buttare.

SOLO L'ORGOGLIO – Per questo sarebbe un errore gravissimo, in entrambi i sensi, pensare solo ed esclusivamente alla prossima stagione. Massimo Moratti non era a Milano, ma certamente avrà visto la partita o si sarà fatto ragguagliare da chi allo stadio c'era. E chi c'era, avrà raccontato al presidente di un'Inter inguardabile, in cui va salvato solo l'orgoglio. Un'Inter messa male, senza né pressing né gioco. Un'Inter senza idee e senza uno straccio di identità tattica, né col 4-4-2 né col 4-2-3-1. Basti pensare che nemmeno nella disperazione, sotto di due gol, i nerazzurri sono riusciti ad assediare la porta del Catania. Insomma, bisogna voltare pagina.

OPZIONE STRAMACCIONI – Nelle prossime ore il presidente tornerà a Milano e sarà costretto nuovamente a riflettere sulla posizione di Ranieri. Sono tutti concordi nel dire che con l'ennesimo ko, Claudio sarebbe già stato messo alla porta. Eppure, questo 2-2 sa più di sconfitta che di pareggio, perlomeno per come è maturato. Vedremo e capiremo se Moratti si lascerà intenerire dal risultato. Fatto sta che Ranieri è sempre più in bilico, e la sua posizione sta diventando quasi indifendibile. Andrea Stramaccioni della Primavera è stato allertato, resta un'opzione lontana la scelta interna di Baresi-Figo. Walter Zenga a Milano arriverebbe di corsa, ma tutto è da valutare per bene.

AVB, MORATTI DECIDE – Mai passata la moda Pep Guardiola, ma la realtà propone altro. E tutto porta ad André Villas-Boas, appena licenziato da Abramovich. Il tecnico lusitano ora è in Portogallo, a casa sua, in attesa degli eventi. Lui il suo placet l'aveva già dato, quando lo scorso 25 febbraio parlò di “onore essere considerato all’altezza di una società come l’Inter”. Inutile nasconderci: AVB è l'idea in pole per ripartire nella nuova stagione, ma potrebbe essere una carta da giocare fin da subito, qualora Moratti decidesse per la scelta drastica di licenziare Ranieri. Scelta che finora non ha voluto prendere nessuno all'Inter, forse consapevoli di aver sbagliato per primi in estate. Esonero o no di Ranieri, ecco la domanda: sarebbero più i pro o i contro?

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 05 marzo 2012 alle 11:00
Autore: Alessandro Cavasinni
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