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Mal d’arbitri, nel mirino le direzioni di tre fischietti. I numeri assecondano WM

L'edizione odierna di Tuttosport si sofferma approfonditamente sul malumore che si sta diffondendo in casa Inter, legato ad alcune direzioni arbitrali che non hanno convinto l'ambiente nerazzurro: "Non siamo ancora alla...

Alessandra Stefanelli

L'edizione odierna di Tuttosport si sofferma approfonditamente sul malumore che si sta diffondendo in casa Inter, legato ad alcune direzioni arbitrali che non hanno convinto l'ambiente nerazzurro: "Non siamo ancora alla 'guerra' vera e propria delle scorse stagioni o del campionato passato - si legge -, quando prima Andrea Stramaccioni e poi la società, a partire da Massimo Moratti, si scagliarono in maniera, anche molto dura, contro la classe arbitrale, ma in casa Inter comincia a serpeggiare sempre di più un 'mal d’arbitri' per le ultime direzioni avute, a partire da quella di Tagliavento il 5 ottobre contro la Roma. Da allora i nerazzurri hanno avuto da ridire in altre due occasioni, contro il Torino (arbitro Doveri ) e martedì sera a Bergamo contro l’Atalanta (Rizzoli il fischietto)".

E ancora: "Finora le proteste dell’Inter contro gli arbitri sono state affidate a Walter Mazzarri (e Marco Branca ). Il tecnico ha evitato di fare grosse polemiche dopo il 'ko' contro la Roma quando Tagliavento, sull’1-0 per i giallorossi, decretò un rigore per gli ospiti per fallo di Pereira su Gervinho avvenuto fuori area. Il tecnico toscano lo fece notare con educazione nel post partita e Moratti il giorno dopo decise di non accendere subito un incendio - prosegue il quotidiano torinese -. I toni hanno cominciato a inasprirsi due weekend dopo, quando l’Inter è uscita dal match dell’Olimpico contro il Torino con un 3-3 ricco di tensione. Una partita condizionata dal rosso ad Handanovic dopo pochi secondi di gioco".

La sensazione che si sta diffondendo in casa Inter è che nel dubbio i falli fischiati non siano mai a favore, come dimostra anche l'ultima partita contro l'Atalanta in cui poteva starci nel finale un rigore per trattenuta di Stendardo su Icardi (così come ce ne poteva stare uno per fallo di mano di Rolando): "Insomma - si legge -, l’allarme l’Inter lo ha lanciato, seppur con accenti più soft rispetto a quelli usati una stagione fa da Moratti che tuonò pesantemente dopo le gare con Cagliari ("sono stufo, ci sono arbitri incapaci, è la solito storia, un film già visto") e Atalanta ("non credo più alla buona fede"). Di certo non siamo ancora arrivati ai tempi 'mourinhani' quando ci si sentiva accerchiati e lo spot di quel periodo divenne il segno delle manette mimato con le braccia dallo Special One durante una partita casalinga con la Sampdoria che spinse i tifosi di San Siro a una panolada in stile spagnolo".

Al di là delle polemiche, i dati relativi ai calci di rigore pro e contro sembrano dar ragione ai nerazzurri: "Sommando le 10 giornate di questo campionato alle 38 dell’anno scorso, l’Inter nelle ultime 46 gare di serie A ha subito 10 rigori a sfavore, mentre ha potuto usufruirne solo di 5. Dunque un saldo passivo di 5, lontanissimo da quelle delle altre big del nostro torneo: il Napoli, con i due tiri assegnati nell’incontro di domenica scorsa contro il Torino, è salito a un eccellente più 9, seguito da Milan e Juventus a più 7, Roma a più 6 e Fiorentina a più 5. Quindi, si evince come sia abissale la differenza fra Napoli e Inter, in pratica 14 rigori di distanza fra le due squadre".