La lunga attesa è finita: archiviata la maxi-sosta per dar spazio agli impegni delle Nazionali, torna finalmente il campionato. L'Inter riparte in cima alla classifica accogliendo, a San Siro, il primo Parma del neo tecnico Alberto Gilardino. Un appuntamento che Cristian Chivu ha inquadrato così nella sala conferenze della Pinetina, attraverso le domande dei giornalisti: 

Tre settimane di pausa che hanno interrotto una striscia positiva della squadra, come si riprende?
"Cambia poco per me 2-3 settimane di sosta, per come la penso io. Cambia l'attesa, gli allenamenti con pochi giocatori a disposizione. Cambia per i giocatori in Nazionale che hanno giocato ogni tre giorni. Il resto è stato tutto normale, ci siamo ritrovati tutti da due giorni. Domani si ricomincia, siamo tutti felici e contenti perché l'attesa per molti è stata lunga". 

Dopo il Milan, siete la seconda squadra con i giocatori più impiegati dalle Nazionali: domani vedremo quanto è profonda la rosa?
"Mah, non possiamo trascurare i minutaggi fatti dai nazionali, non vogliamo metterli a rischio, comprometterne l'integrità fisica. Questi giocatori sono abituati a giocare ogni tre giorni, preferiscono questo agli allenamenti. Dovrò capire il momento, l'avversario e l'equilibrio della squadra. Fino alla prossima sosta giocheremo sempre ogni tre giorni". 

E' arrivato il momento di vedere Provedel titolare?
"Non lo so, vedremo domani alle 18 le scelte che farò". 

E' arrivato il momento di Spence?
"Si allena con noi da una settimana, senza vincoli o altre cose. Ha fatto cinque allenamenti fatti bene, ma non possiamo dimenticare il periodo di riabilitazione più la vacanza dopo il Mondiale. E' assente da due mesi, sarà convocato e ci fa piacere che sia tornato. Ci fa piacere vedere il suo sorriso e le sue qualità".

La Nazionale ha giocato con il 4-3-3, è possibile per l'Inter giocare a 4 dietro?
"Per come siamo costruiti, diciamo le solite banalità e preconcetti. Non c'è la garanzia di vincere a 3 o 4, è inutile sprecare energie su questo. Per me sono importanti i principi di gioco, tengo a ribadirlo anche oggi. La nostra squadra è costruita a un determinato tipo di gioco, e non mi riferisco al sistema, ma ai principi. Non è il Subbuteo, noi siamo molto mobili, abbiamo tante soluzioni. Mi adatto a quello che questo gruppo è abituato a fare. Sono convinto che la squadra possa giocare a 4, non so se per una stagione intera. Non abbiamo in mente qualcosa di non funzionale col nostro modo di fare". 

Come sta Calhanoglu?
"Ci teneva a giocare con la Nazionale turca. Hakan ha iniziato in gruppo da lunedì, è una settimana che si allena. E' a disposizione. Sono arrivate certe voci dalla Turchia, io sono il suo allenatore e voglio fare chiarezza sulla notizia che non sia voluto andare a vedere i suoi compagni a Bologna per la partita con l'Italia. Il problema sono stato io, mi prendo la responsabilità. Ci siamo allenati nel tardo pomeriggio, ci tenevo fosse con noi, se no gli avrei dato un permesso. Lui voleva andare in nazionale, ha recuperato in tre settimane. Volevo rimanesse con noi, abbiamo bisogno delle sue qualità". 

Quanto è grosso il rischio di sottovalutare il Parma?
"In questi anni abbiamo imparato a non sottovalutare nessuno, l'anno scorso lo abbiamo dimostrato. Abbiamo perso delle partite come i derby ma non abbiamo mai sottovalutato le altre partite. Poi 'sulla carta' non vuol dire niente. Noi cerchiamo sempre di presentarci in campo nella nostra migliore versione. Nessuno ci regala nulla, lo sappiamo". 

Dopo Roma-Inter ha parlato di problemi nella fase di non possesso, hai fatto qualche lavoro in questo senso?
"Oggi è stato il primo allenamento (ride, ndr). Non c'è bisogno che io dica che ho parlato anche individualmente ai giocatori, dobbiamo aggiungere delle cose in certi momenti. E' una questione di atteggiamento, di determinazione. La nostra disorganizzazione in alcuni momenti bisogna accettarla. Ma non è questione di fare 'blocco basso' o altro. Io ho sempre detto che abbiamo margini di miglioramentio mportanti in entrambe le parti. Dobbiamo trovare l'energia giusta per non mettere a rischio l'andamento di una partita. Non possiamo valutare le reazioni che abbiamo avuto agli svantaggi, è tanta roba. Siamo una squadra consapevole, che ha la forza mentale di ribaltare il risultato contro avversari importanti. Non voglio perdere questo, ma vorrei anche aggiungere la maturità nel capire i momenti della partita. Parlo di standard e lealtà". 

L'equilibrio difensivo passa anche da Calhanoglu?
"Oggi sappiamo quanto sia importante Calhanoglu, siamo curiosi di vedere all'opera Stankovic, così come Sucic, Mkhitaryan e Barella. Non vorrei però danneggiare la fiducia di qualche giocatore parlando di un altro, quindi sono molto attento perché non voglio ferire nessuno. Siamo tutti importanti, dal mio punto di vista. Parliamo di una squadra evoluta, con responsabilità individuali sullla fase difensiva".

Gasperini per la prima volta si è iscritto alla lotta al titolo, l'anti-Inter uscirà da Como-Roma?
"Perché non parliamo di anti-Roma, anti-Como, anti-Juve, anti-Milan? Parliamo sempre di anti-Inter. Noi siamo consapevoli che per portare a buon fine i nostri obiettivi dobbiamo lottare. Non c'è bisogno che qualcuno ci ricordi che abbiamo il diritto di metterci la corona sulla testa, sappiamo che dobbiamo lottare per ottenere il racconto che si fa all'esterno. E' troppo presto per parlare di certe cose, sono passate solo cinque giornate di campionato. Noi vogliamo essere competitivi, a ottobre bisogna parlare solo di questo". 

Nella Serie A il tempo effettivo è aumentato, non ci sono più 0-0: è un caso?
"Credo che i problemi di una cultura calcistica non si possano cambiare in due mesi. C'è bisogno di tempo per capire dove si arriverà e come. Oggi vediamo un dinamismo diverso, c'è più ritmo. Non si perde più tempo perché ci sono delle regole che non ti permettono di farlo. E' tutto più veloce, il tempo effettivo è aumentato di 5', che è tanta roba. Bisogna adattarsi velocemente alla fluidità del gioco, c'è un dispendio fisico importante. Probabilmente le cose miglioreranno".

Potrebbe essere arrivato il momento di Stankovic?
"Ale fino ad ora è entrato due volte. Poteva giocare di più? Sì. Magari la colpa è mia perché ho un rapporto che mi lega a lui da molti anni. L'ho visto crescere e mi fa piacere vedere la maturità che ha raggiunto. Sa di essere capitato in una squadra evoluta, dove c'è una grande pressione. Mi fa piacere che lui lavori seriamente per fare vedere che può stare a questo livello. Dimostra fiducia e autostima in ogni allenamento, prima o poi farà vedere di che pasta è fatto. Lo consideriamo un giocatore dell'Inter, siamo contenti che sia qua con noi. Nessuno è perfetto in questo gruppo, tutti possiamo migliorare". 

Boban ha detto che Sucic sta giocando poco.
"Sapete che le opinioni di altre persone le commento poco perché sono solo opinioni. Però Zvone è un grande per me, so anche il contesto in cui le ha dette (dopo il 7-0 della Croazia con l'Inghilterra, ndr). A me risulta che Petar sia stato tra i tre centrocampisti più utilizzati l'anno scorso. Poi se riduciamo tutto alla titolarità, all'ego personale, allora non fa per me. Per me è importante quello che un giocatore dà, a prescindere da tutto. Non è stato dimenticato in panchina, siamo contenti per come è entrato col Monza e a Roma. Era un po' indietro di condizione, e sappiamo anche perché. Ha perso una settimana di preparazione dopo il Mondiale. Non creiamo polemiche dove non ci sono, per noi è importante. Sappiamo cosa ci potrà dare nel futuro, siamo contenti della sua crescita. Siamo contenti anche della sua umiltà". 

FcIN - Ha visto qualche giocatore impegnato in Nazionale in un ruolo diverso che le è piaciuto?
"Ma dica a chi si riferisce... Parla di Diouf? Allora lo dica. Lui deve fare il quinto, noi giochiamo a cinque. Con la Francia l'ho visto, mi è piaciuto anche se è stato timoroso. E' normale perché ha giocato nella Nazionale francese in un ruolo non suo. A me fa piacere un giocatore che capisce l'importanza della duttilità, e lo dice uno che in carriera ha fatto di tutto. Con Mourinho ho fatto persino l'esterno alto di sinistra, col Barcellona, poi ho finito mediano. Mi divertivo moltissimo, ma non tutti sono come me. Diouf ha giocato 90' da terzino in una delle nazionali più forti del mondo, è tanta roba. E' contento? Per me sì, ha giocato al fianco di Olise e Dembélé, si è allenato con Mbappé. Come è contento di stare qua con i campioni che abbiamo. Spero che prima o poi, anche dal punto di vista mentale, accetterà ancora di più il fatto che il posto fisso è limitante". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 09 ottobre 2026 alle 15:00
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
autore
Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.