Dopo essersi ripresa la vetta della classifica tra gli elogi convinti, l'Inter torna ad assaporare l'aria europea della Champions League. Già qualificati dalla quarta giornata, i nerazzurri domani sera contro la Real Sociedad si giocheranno il primo posto nel Gruppo D, che potrebbe rendere più 'morbido' l'impatto con gli ottavi di finale. Ma per farlo servirà una vittoria contro i baschi. Di questo e altro parlerà Simone Inzaghi, nella tradizionale conferenza pre-partita.
Che partita si aspetta contro la Real Sociedad? L'Inter è favorita?
"Sarà una gara molto difficile contro un avversario di qualità che in questi anni ha dimostrato di saper giocare bene in casa e fuori. Sappiamo di affrontare una squadra di assoluto valore e ci vorrà una prova importante".
Lei si sente a livello top?
"Il merito è di questo inizio, ma il percorso sarà lungo e pieno d'insidie. Fa piacere aver fatto così i primi quattro mesi, ma il calcio va velocemente. Domani il test è impegnativo ma la squadra sa cosa significa arrivare primi".
Dobbiamo attenderci un turnover robusto?
"Qualcosa cambierà, come ho sempre fatto, indipendentemente dalla Real Sociedad. Abbiamo alcuni giocatori importanti fuori, devo ancora vedere i parametri degli allenamenti di stamattina. Abbiamo lavorato al video e in campo. Ma non parlerei di turnover, più di cambiamento come ho sempre fatto. Magari in maniera più accentuata a Lisbona perché potevamo permettercelo sapendo che i ragazzi avrebbero risposto bene. Abbiamo approcciato male ma poi siamo rientrati in partita con una grande prestazione".
Cosa aggiungerebbe una vittoria domani?
"Tantissima fiducia e grandissimo prestigio per la società. Sarebbe importantissimo anche per avere teoricamente un sorteggio più soft. Sappiamo che in Champions sono tutte difficili ma vorremmo arrivare primi".
Più rotazioni in Champions che in campionato: è una scelta data dal fatto che lo scudetto è il primo obiettivo o dalla fiducia nel gruppo?
"Senz'altro dalla fiducia e da come vedo gli allenamenti. Si parla di sorteggio soft ma siamo stati bravi nelle prime cinque gare. La Real Sociedad, che domani si gioca il primato, era in quarta fascia. Siamo stati bravi a rendere il sorteggio migliore di quel che sembra".
La rende orgoglioso essere, come sarà all'Epifania, il sesto più presente tra i tecnici dell'Inter?
"L'obiettivo di ogni allenatore è avere cicli lunghi. Ne ho avuto uno alla Lazio e il mio auspicio è rimanere più tempo possibile qui, ma in mezzo ci passa il campo e sappiamo che siamo giudicati ad ogni partita. Bisogna lavorare con i ragazzi e l'ambiente sapendo che i momenti cambiano e quando ci saranno problemi bisognerà fare la differenza".
Cuadrado può partire titolare? Può cambiare l'atteggiamento visto l'avversario?
"Dovremo essere bravi in entrambe le fasi perché loro pressano, hanno tecnica e lo stesso allenatore dà tanto. Non cambiano tra casa e trasferta. Per quanto riguarda Cuadrado sto valutando, non ho tanta scelta. Probabilmente due tra lui, Bisseck e Darmian partiranno dall'inizio. So che Darmian e Bisseck hanno giocato 90', Cuadrado 25' ma convive con un problema fastidioso che non ha ancora superato. Domani valuterò all'ultimo".
Quanto serve avere un Darmian che può giocare ovunque?
"Importantissimo, lui e tutti stanno facendo molto bene. Matteo è un classico giocatore che vuoi avere perché due giorni fa ha cominciato quinto a destra, poi quinto a sinistra, poi 'braccetto'. La domenica precedente aveva giocato terzo a destra. Siamo molto contenti di averlo, ha grande esperienza e aiuta tantissimo i più giovani a inserirsi e a capire i principi che vogliamo portare ad Appiano quotidianamente".
Abbiamo letto tanti paragoni per Calhanoglu. Le ricorda qualcuno e come è nata l'idea di metterlo regista?
"Io ero diventato allenatore dell'Inter e quando ci fu un problema importante per Eriksen ho chiamato Marotta e Ausilio la sera stessa perché si leggeva che non sarebbe rimasto al Milan. Mi hanno detto che lo avevano già contattato. La qualità del giocatore era comune per tutti. Lo abbiamo preso come mezzala, inutile negarlo, poi quanto successo durante l'anno a Brozovic mi ha fatto optare per metterlo lì un paio di allenamenti. La partita è stata la prova del nove. Ha caratteristiche da play importanti, è molto forte".
Si vede una bella atmosfera tra Thuram e Pavard, tra l'altro il centrale francese correva benissimo...
"Ha superato il test sabato sera a San Siro per cui penso possa recuperare... Al di là di questo l'atmosfera è quella di un gruppo che si vuol bene, poi c'è un allenatore che deve fare delle scelte. Chi va in panchina non è contento ma tutti rispettano le scelte sapendo che anche per poco possono essere utili".
Come ha visto Frattesi?
"Sta bene, lo avevo visto bene anche in settimana. Penso possa giocare dall'inizio".
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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