Vincere aiuta a vincere, si dice. Vincere soffrendo attraverso una prestazione convincente è il massimo per rafforzare l’autostima. L’Inter è ai quarti di Europa League dopo una gara dai molti volti, contro un Getafe che ha avuto 17 giorni di riposo in più rispetto agli uomini di Conte: si è visto soprattutto all’inizio, quando il Getafe è partito all’arrembaggio con diverse azioni pericolose. Handanovic si é superato, mettendo il punto sulle avanzate degli avversari. Poi si è scatenato Lautaro Martinez che certifica il suo ottimo stato di forma con un paio di azioni d’autore. Tocchi di fino, conclusioni velenose, essere al posto giusto nel momento giusto: è da questi dettagli che si vede un grande giocatore e il Toro, dopo un periodo di assestamento post lockdown, contro il Napoli e l’Atalanta si è scrollato di dosso tutti i fantasmi di due mesi in cui veniva dipinto sempre con la valigia in mano. Contro il Getafe va vicinissimo a segnare, ma a sbloccare la gara è un altro giocatore.

IL MARCHIO - Dopo una settimana di polemiche, a scacciare via le nubi ci hanno pensato due fedelissimi (a modo loro) di Antonio Conte. Il lancio di Bastoni é una di quelle situazioni provate in allenamento, che Conte alimenta soprattutto grazie anche alla presenza del miglior difensore della Serie A, De Vrij. Bastoni è un prodotto di Conte: dopo essere maturato fra Atalanta e Parma, è il tecnico salentino a farlo rimanere a Milano, convincendo tutti che Bastoni potesse essere un titolare di questa Inter. Dal canto suo, Bastoni ha risposto con prestazioni convincenti e coraggiose, senza mai accontentarsi. Dopo essere entrato nelle rotazioni, Bastoni ha consolidato il suo status con giocate importanti: ieri sera, il cioccolatino per Lukaku é l’ennesima prova di quanto sia diventato importante nell’economia di gioco dell’Inter. 

Su Lukaku si sono susseguite tantissime versioni. Dai dubbi sulle sue qualità allo sventolio della maglia nel derby: un bomber da 30 gol a stagione che è diventato uno dei simboli della rinascita societaria dell’Inter, che non più tardi di sabato sera Conte ha rivendicato come sua intuizione: “non sapete cos’ho fatto per far arrivare Lukaku, non lo sapete”. Un legame speciale per un bomber speciale che continua a macinare record del club. Il sigillo con cui apre le danze, facendo a sportellate con la difesa del Getafe, è la consacrazione di un’annata totale in cui Lukaku ha fatto dimenticare il passato e ha proiettato l’Inter in una nuova dimensione.

ZERO - È il numero di gol presi dall’Inter nelle ultime cinque partite. La squadra di Conte sembra essere tornata quella di iniziò stagione: per segnarvi contro, devi fare qualcosa di speciale. 

Conte guida la squadra e sprona i suoi a non mollare di un centimetro: tenere la porta inviolata e cogliere l’occasione per chiudere il risultato. Anche perché tutti hanno confermato che questa squadra non ha voglia di andare in vacanza:  

E a proposito di occasioni, è un altro zero a far rumore: l’aver riscattato Alexis Sanchez senza dispiego di energie finanziarie verso lo United. 7 milioni per un trentunenne è una cifra importante, ma il poter tenere un giocatore dopo un anno di apprendistato e dopo il miglior momento della stagione é una medaglia al valore per la società. La strada è tracciata. 

È TEMPO - Vincere la prima, rompere il ghiaccio per sognare. L’Inter è ipoteticamente a tre partite dall’alzare un titolo che garantirebbe fra l’altro la prima fascia in Champions League. Il confronto con il prossimo avversario (probabilmente il Bayer Leverkusen) sarà fondamentale: l’Inter sta salendo di colpi proprio nel momento giusto. Conte l’ha confermato: “Questa squadra sta diventando cattiva” ed è per questo che è lecito immaginarsi un futuro vincente. La squadra sta rispondendo agli input dell’allenatore che ha alzato l’asticella. Tutti sono fiduciosi: La rosa si fida e accetta le turnazioni, con il 3-5-2 che al momento esclude Eriksen. Ma il danese entra e segna, e anche lui si candida a una Europa League da protagonista. Parole, tante belle (e meritate) parole dopo una bella vittoria: ma Conte, e tutta l’Inter, sanno che conta solo la prossima partita. Per continuare a sognare.

Sezione: In Primo Piano / Data: Gio 06 agosto 2020 alle 08:00
Autore: Marco Lo Prato / Twitter: @marcoloprato
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