Un'estate trascorsa in attesa di capire se sarebbero arrivate offerte serie per lui (il Bayern Monaco ha mostrato a lungo interesse), nuovamente nei panni dell'utile ma non indispensabile. Eppure Marcelo Brozovic continua a vestire la maglia nerazzurra come avviene ormai dal gennaio 2015, quando l'Inter lo prelevò dalla Dinamo Zagabria in prestito oneroso da 3 milioni di euro con riscatto nel luglio dell'anno dopo a 5 milioni. Al netto delle montagne russe che ne hanno caratterizzato l'esperienza milanese, un gran colpo di mercato quello messo a segno da Piero Ausilio all'epoca. Recuperato per i capelli da Luciano Spalletti, che lo ha consegnato all'elìte del calcio internazionale adattandolo al ruolo di regista davanti alla difesa, l'istrionico Marcelo oggi è un intoccabile nello scacchiere tattico di Antonio Conte, che lo avrebbe sacrificato solo per poter arrivare a N'Golo Kanté. Nulla da fare, la crisi economica ha scoraggiato qualunque club interessato al classe '92 di Zagabria (servivano almeno 50 milioni per spostarlo da Milano) e Brozo ha iniziato la sesta stagione nerazzurra. Un highlander vero e proprio, perché spesso viene dato per partente ma alla fine è sempre lì, al suo posto, nel cuore del centrocampo dell'Inter e guai anche solo a pensare di privarsene, visto che in rosa non esiste nessuno in grado di sostituirlo. Solo Christian Eriksen, ma sarebbe una forzatura di cui oggi non se ne sente più il bisogno.

Le prestazioni di Brozovic nelle ultime settimane stanno raggiungendo picchi di regolarità e concretezza altissimi, il tutto con una diffida che si trascina dalla trasferta di Verona alla fine del 2020 e che, con grande autocontrollo, ha saputo gestire senza incappare nella squalifica. Segnale di grande (e agognata) maturità. Nel mentre, ha confermato di essere un punto di riferimento e anche se recentemente ha ammesso che farebbe fatica a entrare nella sua testa, Conte non vede in assoluto un'Inter senza il 77. Che, appare ormai banale sottolinearlo, oltre a essere un centrocampista di qualità è anche un autentico lottatore, dote che certo non viene offuscata da qualche atteggiamento insofferente (anche se è da qualche tempo che non allarga più le braccia in segno di fastidio per quanto accade in campo). Regista atipico se ce n'è uno, perché con una media di 11,79 chilometri a partita è in testa a questa speciale classifica da stakanovisti. A questo si aggiungono i 6 assist (quarto in Serie A in questa specialità). Due statistiche che spiegano perfettamente il calciatore Brozovic, che in Serie A non ha eguali: un trequartista con la testa del regista e l'animo del mediano. Quanto basta per renderlo insostituibile. Con il senno di poi, è un bene che non siano arrivate offerte l'estate scorsa. In attesa di capire come andrà la prossima...

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 24 febbraio 2021 alle 16:25
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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