Al Castellani ieri ha vinto un'Inter mandata in campo da Inzaghi infarcita con qualche seconda linea e con qualche elemento finora in naftalina. È il caso di D'Ambrosio, tornato protagonista addirittura anche con un gol. E l'assist gliel'ha confezionato un altro giocatore che fin qui aveva visto il campo poco, tra infortuni e scelte dell'allenatore: Alexis Sanchez.
In queste settimane si è parlato tanto della situazione del cileno, spesso in relazione a una possibile partenza già a gennaio. E invece, il campo ieri ha detto che El Niño Maravilla sa ancora fare la differenza. D'altronde, la classe non è mai stata in discussione: il problema è la tenuta fisica. Ora, però, la storia può cambiare ancora una volta, come già accaduto con Conte. "A Empoli Alexis ha giocato 72 minuti in un colpo solo, più dei 70 sparsi prima di ieri lungo tutta la stagione: finora davano l’immagine della sua triste decadenza - scrive la Gazzetta dello Sport -. Un po’ per l’impatto super di Dzeko, un po’ per l’aggiunta di Correa e, soprattutto, per i suoi muscoli troppo fragili, aveva avuto zero occasioni per incidere. E lui stesso non aveva nascosto un certo fastidio nel dover star fuori: ad esempio a Reggio Emilia aveva sbuffato a fine partita via social, cosa che aveva infastidito il club intenzionato a risolvere la questione sul mercato. Questo turnover di metà settimana potrebbe, però, stravolgere lo scenario perché il bizzoso Alexis, definito «un fuoriclasse col tocco della genialità» da Farris, ha confermato di essere ancora un’arma affilata: sa squilibrare le partite come pochi grazie al suo calcio istintivo e selvaggio. A gennaio arriverà comunque il mercato e l’Inter tornerà a riflettere. Se in quell’occasione il cileno dovesse trovare un’altra casa, nessuno si metterebbe di traverso: risparmiare quei 7 milioni netti annui di stipendio, che lo fanno il più pagato dell’intera compagnia interista, sarebbe cosa assai gradita, anche a costo di arrivare ad una risoluzione anticipata. I nerazzurri risparmierebbero sull’ingaggio, non aggiungerebbero minusvalenze (è arrivato nel 2019 a 0 euro) e, soprattutto, non perderebbero i vantaggi pregressi del Decreto Crescita".
Scenari, ipotesi. Per adesso la realtà dice altro: dice che Alexis è parte integrante dell'Inter campione d'Italia e ha una voglia matta di incidere.
In queste settimane si è parlato tanto della situazione del cileno, spesso in relazione a una possibile partenza già a gennaio. E invece, il campo ieri ha detto che El Niño Maravilla sa ancora fare la differenza. D'altronde, la classe non è mai stata in discussione: il problema è la tenuta fisica. Ora, però, la storia può cambiare ancora una volta, come già accaduto con Conte. "A Empoli Alexis ha giocato 72 minuti in un colpo solo, più dei 70 sparsi prima di ieri lungo tutta la stagione: finora davano l’immagine della sua triste decadenza - scrive la Gazzetta dello Sport -. Un po’ per l’impatto super di Dzeko, un po’ per l’aggiunta di Correa e, soprattutto, per i suoi muscoli troppo fragili, aveva avuto zero occasioni per incidere. E lui stesso non aveva nascosto un certo fastidio nel dover star fuori: ad esempio a Reggio Emilia aveva sbuffato a fine partita via social, cosa che aveva infastidito il club intenzionato a risolvere la questione sul mercato. Questo turnover di metà settimana potrebbe, però, stravolgere lo scenario perché il bizzoso Alexis, definito «un fuoriclasse col tocco della genialità» da Farris, ha confermato di essere ancora un’arma affilata: sa squilibrare le partite come pochi grazie al suo calcio istintivo e selvaggio. A gennaio arriverà comunque il mercato e l’Inter tornerà a riflettere. Se in quell’occasione il cileno dovesse trovare un’altra casa, nessuno si metterebbe di traverso: risparmiare quei 7 milioni netti annui di stipendio, che lo fanno il più pagato dell’intera compagnia interista, sarebbe cosa assai gradita, anche a costo di arrivare ad una risoluzione anticipata. I nerazzurri risparmierebbero sull’ingaggio, non aggiungerebbero minusvalenze (è arrivato nel 2019 a 0 euro) e, soprattutto, non perderebbero i vantaggi pregressi del Decreto Crescita".
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