Sono trascorsi più di 250 giorni dall’ultima partita con Simone Inzaghi sulla panchina nerazzurra. La finale della scorsa edizione di Champions League ha decretato l’amara conclusione di un ciclo più che positivo, seppur con qualche cocente delusione. In estate la squadra è stata affidata a Cristian Chivu e fin dal suo debutto sono emerse alcune differenze con la precedente gestione tecnica. I primi segnali di un approccio tattico, professionale ed umano divenuti ormai il vero marchio di fabbrica del nuovo allenatore.
Gli strumenti a disposizione degli analisti e dei tifosi
La carriera di un allenatore è vincolata alle prestazioni della propria squadra e ai rendimenti dei singoli giocatori. Fattori che si possono esaminare con superficialità o in maniera più approfondita tramite apposite risorse disponibili online. Le statistiche forniscono le indicazioni indispensabili per un’adeguata e rigorosa valutazione del lavoro svolto da un allenatore, ma non solo perchè gli appassionati di calcio utilizzano questi dati anche per la formulazione dei pronostici. Previsioni che richiedono l’analisi di diverse informazioni e col codice bonus Bet365 si possono seguire da vicino le partite dell’Inter. Così si possono esaminare anche i progressi compiuti da Chivu in Serie A, in Coppa Italia o in Champions League.
Un eroe del Triplete alla guida dell’Inter: l’esordio al Mondiale per Club
Il debutto di Chivu sulla panchina nerazzurra è avvenuto il 17/06/25 a Los Angeles contro i messicani del Monterrey. Partita conclusasi con un pareggio e con la prima rete stagionale del bomber argentino Lautaro Martinez. Nella successiva sfida con gli Urawa Reds la vittoria è arrivata in extremis grazie alla rete di Valentin Carboni al novantaduesimo minuto di gioco. Col River Plate è arrivata la prima rete di Pio Esposito e la qualificazione agli ottavi di finale, dove i nerazzurri sono stati eliminati dalla Fluminense.
Le prime differenze emerse durante l’estate
Diverse novità sono emerse durante le prime partite dell’Inter, nonostante tutti i limiti imposti da una preparazione anomala e frammentata. Gli impegni sopraggiunti con la partecipazione al Mondiale per Club hanno ridotto gli spazi dedicati agli allenamenti e influenzato la gestione del ritiro estivo. Eppure, Chivu è stato in grado di imporre il proprio stile di gioco senza apportare dei radicali e profondi stravolgimenti nell’immediato. Una scelta lungimirante e in linea con la metodologia di lavoro introdotta dal nuovo allenatore.
La gestione della comunicazione
La principale differenza balzata agli onori della cronaca riguarda lo stile adottato da Chivu in conferenza stampa. Un approccio del tutto rivoluzionario in un ambiente contraddistinto da un’accentuata ed esasperante vena polemica. L’allenatore nerazzurro ha sottolineato più volte la centralità del calcio giocato rigettando al mittente qualsiasi provocazione legata alla classe arbitrale. Questo stile comunicativo diretto e pragmatico scardina il modello predominante in Italia perché antepone l’analisi della gara alla speculazione fine a se stessa.
I rapporti con i calciatori della rosa
Cristian Chivu si è rivelato un abile ed efficace motivatore durante i suoi primi mesi sulla panchina dell’Inter. Le prestazioni di diversi giocatori sono migliorate grazie ai suoi consigli, alle sue imbeccate e ai suoi rimproveri. Il gruppo sembra più unito e le rotazioni avvengono con maggiore frequenza rispetto alle precedenti stagioni. Dai giovani dell’Inter U23 ai volti nuovi arrivati durante la sessione estiva del calciomercato, tutti hanno tratto giovamento da questa gestione più inclusiva ed equilibrata.
Stile di gioco e novità tattiche
Il modello di riferimento sembra giungere dai Paesi Bassi, dove Chivu si è affermato come calciatore e leader dell’Ajax. Negli trascorsi ad Amsterdam l’allenatore ha assimilato le basi di uno stile di gioco verticale, aggressivo ed imprevedibile. Secondo la visione dell’allenatore nerazzurro, i giocatori devono pressare alto e arrivare in porta con dei rapidi fraseggi. Così vengono innescati gli inserimenti che destabilizzano le difese avversarie e valorizzano i movimenti senza palla dei giocatori. Anche i calci piazzati sono diventati un’arma in più per l’Inter, vista l’invidiabile combinazione tra le doti atletiche dei saltatori in area e le capacità balistiche dei tiratori.
Il graduale inserimento dei nuovi acquisti nel progetto nerazzurro
In estate sono arrivati 5 rinforzi (senza contare il rientro dal prestito allo Spezia di Pio Esposito) che hanno colmato alcune delle lacune e ampliato il ventaglio di opzioni tattiche a disposizione dell’allenatore. Akanji si è integrato fin da subito nei meccanismi difensivi della squadra grazie alla sua esperienza e alla sua indiscutibile intelligenza tattica, mentre Susic ha dato prova di un’eccezionale visione di gioco. Bonny e Pio Esposito non hanno fatto rimpiangere gli attaccanti titolari, ma nelle ultime settimane sono emersi anche Diouf e soprattutto Luis Henrique
Le giovani promesse lanciate da Chivu
L’esperienza nei settori giovanili dell’Inter è davvero servita, data l’ampia fiducia accordata ai talenti in erba della primavera. Su tutti brilla Pio Esposito che, nel corso della stagione in corso, è partito titolare nove volte su trentatré presenze complessive. Nei quarti di finale di Coppa Italia sono scesi in campo dal primo minuto Kamate (autore dell’assist decisivo per il primo gol di Bonny) e Cocchi, considerato l’erede di Dimarco e alla sua terza presenza in prima squadra. Entrambi hanno fatto bene, a riprova dell’encomiabile lavoro svolto dagli staff tecnici delle strutture giovanili interiste.
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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