Tanta roba, anche a Belgrado. Doveva essere una trasferta sperimentale, durante la quale approfittare dell'emergenza infermeria per dare la solita vetrina europea a chi in Italia non ne gode, è stato l'ennesima prova di pura concretezza che, unita a sprazzi di gioco gradevole (nel secondo tempo), caratterizza questa Inter stramaccioniana e già qualificata nel girone. Anche in una serata di basso profilo, piena zeppa di vicoli ciechi e con tanto da perdere, i nerazzurri in versione rossa capitalizzano al massimo le occasioni create e sbranano, nel secondo tempo, i malcapitati serbi, assai meno fastidiosi rispetto a San Siro due settimane fa.
BOLLINO BLU PER STRAMA - Bollino blu per Stramaccioni. Non perché la sua vettura non emette gas di scarico nocivi, ma per il 10 e lode, degno della popolare banana Chiquita, che il tecnico capitolino si merita. La striscia di vittorie consecutive raggiunge quota dieci, così come i successi in trasferta, dove il cammino è addirittura immacolato da inizio torneo. Numeri spettacolari. In più, Strama ci mette un dosaggio scientifico delle energie, perché se la Cina è vicina (Fassone in missione), Bergamo è ancora più vicina, non solo geograficamente. E lì non c'è nulla da sperimentare. Bravo l'allenatore anche a variare moduli a partita in corso, concludendo con le prove generali anti-Atalanta, e nella scelta dell'innesto perfetto: Palacio. C'è chi lo avrebbe lasciato in panca con il plaid sulle gambe, ma siccome vincere è l'unico obiettivo perché rinunciare alle carte migliori?
CHIAMATELO GUARACIO - Ieri sera a Belgrado lo scienziato Stramaccioni ha creato, nell'arco di 45 minuti, una nuova specie di animale da gol. Già ribattezzato Guaracio, per le due anime che lo caratterizzano, aggredisce come pochi gli spazi e costruisce, fino alla finalizzazione, l'azione vincente. Guarin e Palacio hanno messo la firma sul tabellino di Partizan-Inter, ma al di là delle statistiche questa coppia inedita ha fatto luccicare gli occhi di tanti fantacalcisti. Nella ripresa il colombiano ha collezionato due assist e un gol, ben supportato dall'argentino che ha finalizzato alla grande. Il Guaro ha confermato di essere in gran forma, il Trenza di non avere rivali quando si tratta di piazzare la palla in buca d'angolo, da giocatore di biliardo (5 reti nelle utlime 5 partite, 8 complessive con pausa di oltre un mese per infortunio). Insieme hanno distrutto il Partizan a domicilio in meno di 45 minuti. Non male, viva la nuova specie.
AHI AHI MUDINGAYI - Non sono mancate un po' di note stonate in una serata comunque soddisfacente. Qualche patema di troppo in difesa, almeno fino a quando non si è passati a tre e molti lasciapassare distribuiti sulle palle alte e gli inserimenti dietro le linee. I serbi perdonano, altri no. Quindi meglio tenere gli occhi aperti e fare tesoro delle smagliature. Nota dolente anche il secondo problema muscolare di Mudingayi in stagione, ancora patito in Europa. Un colpo al cuore il suo volto rigato da sottili ma visibili lacrime, per la consapevolezza di doversi fermare ancora dopo tante aspettative. In bocca al lupo roccia, rimettiti in corsa perché servono anche i tuoi muscoli in questa sgroppata.
BATMAN RETURNS - Lo avevamo lasciato allo Stadium mentre rispediva al mittente i rari tentativi di colpire della Juventus. Lo abbiamo ritrovato al Partizan Stadion a vanificare ogni velleità dei padroni di casa. Handanovic è stato mostruoso anche in una trasferta di per sé anonima. Colpa di una difesa che gli ha offerto troppe volte questa opportunità, merito di un talento tra i pali che ormai non richiede più ulteriori aggettivi. Lo hanno ribattezzato Batman, perché come l'uomo pipistrello vola pur non avendo super poteri e il suo volto impermeabile dà l'idea di mistero e oscurità. Prodigioso due volte su Ivanov nel primo tempo, insuperabile poi su Juan (tentativo di autorete), Scepovic e Smiljianic nella ripresa. Solo Tomic, a tempo scaduto, pesca un angolo che neanche lui riesce a raggiungere. Perché è Batman, non Mister Fantastic.
SILVESTRE E I DESAPARECIDOS - La trasferta di Belgrado, oltre al 3-1, porta in dote buone sensazioni sul fronte desaparecidos. I vari Livaja, Jonathan, Pereira e Silvestre, che per un motivo o l'altro finora hanno potuto mostrare le proprie qualità di rado, hanno fatto la loro parte. I riflettori erano puntati soprattutto sull'argentino, che complice la doppia assenza di Ranocchia e Samuel dovrà continuare a proteggere Handanovic dalle insidie degli avversari anche in campionato. Meglio nella difesa a tre, ma anche in coppia con Juan l'ex Palermo si è ben disimpegnato. Segnali preziosi per lui e Stramaccioni, che giocoforza dovrà riproporlo già a Bergamo. L'Atalanta non è il Partizan, sa fare male in certe situazioni. Ma l'obiettivo rimane il solito: vincere.
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