Henrikh Mkhitaryan, miglior marcatore di tutti i tempi della nazionale armena, ex capitano e centrocampista dell'Inter, in una lunga intervista alla televisione pubblica armena, ha ripercorso i ricordi della sua infanzia, l'influenza del padre, Hamlet Mkhitaryan, i trasferimenti nei club inglesi, le difficoltà incontrate lavorando con José Mourinho e altri aneddoti interessanti. Uno su tutti: dopo l'ottima stagione vissuta col Borussia Dortmund, su di lui si era fatto sotto il Barcellona. Mkhitaryan racconta come è andata: "Dopo la mia fantastica stagione al Borussia Dortmund, c'era anche l'interesse del Barcellona. Tuttavia, ho capito che se mi fossi trasferito al Barcellona non avrei avuto spazio, perché avevano Neymar, Messi e Suarez in attacco, e Alcantara, Iniesta e altre stelle a centrocampo. Insomma, non avrebbe avuto senso trasferirsi in un club dove non avrei giocato. Sapevo che dopo il trasferimento avrei avuto poche opportunità di scendere in campo, quindi andare in una squadra dove avrei giocato raramente non avrebbe avuto senso". Parlando dei ricordi d'infanzia, dell'influenza del padre e delle storie di famiglia, Mkhitaryan ha osservato: "Sentivo la responsabilità di continuare il lavoro di mio padre, ma non c'era alcuna pressione da parte dei miei familiari. Nessuno mi ha mai detto che dovevo diventare un calciatore. Dicevano: 'Stai vivendo la tua vita, stai continuando il suo lavoro', ma non ho mai avuto la sensazione di dover diventare un calciatore professionista. Ho sempre sognato, il mio desiderio è sempre stato quello di giocare a calcio, perché amavo il gioco del calcio. Non lo sport in sé, ma il gioco in sé. Era sempre bello guardare i video di mio padre che giocava o si allenava allo stadio, perché i miei primi ricordi calcistici sono legati a lui. A casa, cercavo sempre di guardare i suoi allenamenti e le sue partite in videocassetta, e vedere cose che non avevo mai visto prima mi dava emozioni speciali. Ricordo ancora gli episodi legati a mio padre e parlo molto di lui anche nel mio libro pubblicato qualche mese fa. Mi sarebbe piaciuto davvero passare più tempo con lui, imparare di più e ascoltare i suoi consigli".

Sono importante non solo sul campo

Nell'intervista, il centrocampista 37enne ha anche spiegato come si sente ad essere il giocatore più anziano del club milanese. Secondo Mkhitaryan, la sua missione non si limita ad aiutare la squadra in campo, sottolineando l'importanza di essere un mentore e un modello per i suoi giovani compagni di squadra, condividendo con loro la sua esperienza, e di fungere da tramite tra i giocatori, contribuendo a mantenere un'atmosfera positiva all'interno del gruppo. Per ciò che riguarda il futuro, Mkhitaryan ha inoltre escluso la possibilità di un ritorno al campionato armeno: a suo avviso, la differenza tra un club come l'Inter e il campionato armeno è troppo grande, quindi non sta prendendo in considerazione un simile trasferimento. Porte chiuse anche a MLS ed Arabia Saudita, in quanto lui principalmente per amore e passione per questo sport. Non vuole che il calcio diventi per lui esclusivamente un modo per guadagnare denaro.

Sezione: Copertina / Data: Sab 10 ottobre 2026 alle 10:17
Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
autore
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.