Chissà se provando così tanti ruoli diversi ad Andy Diouf non possa venire una sorta di labirintite. Lui che nasce e si considera un centrocampista, da mesi all'Inter lavora per diventare un ottimo quinto di destra, poi va in Nazionale francese per giocare terzino sinistro in una difesa a quattro. Insomma, se sperimentare fosse il suo lavoro, sarebbe un grandissimo professionista. Se n'è parlato anche durante la conferenza stampa pre-Parma al Training Centre in Appiano Gentile, dove a domanda diretta Cristian Chivu ha offerto la sua visione personale della situazione relativa al francese, senza alcun timore che il cambio di ruolo impostogli da Zinedine Zidane possa avere effetti negativi sul lavoro tattico in corso con l'Inter: "Lui da noi deve fare il quinto, noi giochiamo a cinque. Con la Francia l'ho visto, mi è piaciuto anche se è stato timoroso. E' normale perché ha giocato nella Nazionale francese in un ruolo non suo".

Esperto in materia

Chivu sa bene cosa significa cambiare ruolo, lui che ne ha provati diversi e non sempre con grandi risultati. In tal senso, l'allenatore torna indietro con la memoria: "A me fa piacere un giocatore che capisce l'importanza della duttilità, e lo dice uno che in carriera ha fatto di tutto. Con Mourinho ho fatto persino l'esterno alto di sinistra, non solo a Barcellona dove mi è andata bene, anche a Bergamo dove eravamo sotto di due gol e dopo 27 minuti ha cambiato me (ride, ndr). A Barcellona uguale, sono partito esterno alto a sinistra nel 4-2-3-1 e ho chiuso da mediano perché Thiago (Motta, ndr) era stato espulso. Mi divertivo così, ma non tutti sono come me e per convicerlo la strada è ancora lunga. Ma Diouf ha giocato due partite per 90' da terzino in una delle nazionali più forti del mondo, è tanta roba".

Switch mentale

Il tecnico nerazzurro non sembra avere dubbi anche sullo stato d'animo di Diouf in questa situazione di evoluzione tattica: "Per me è contento, ha giocato al fianco di Olise e Dembélé, si è allenato con Mbappé. Come è contento di stare qua con cnoi con Lautaro, Thuram, Barella Mkhitaryan, Akanji... Spero che prima o poi, anche dal punto di vista mentale, accetterà ancora di più il fatto che il posto fisso porta qualcun altro ad avere scelte limitate e che più cose sai fare più aumentano le possibilità di crescere al meglio, di essere convocato in Nazionale e di giocare più minuti con il club e con la Nazionale". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 09 ottobre 2026 alle 17:20
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.