Piero Ausilio, Giuseppe Marotta e Antonio Percassi sono i relatori presenti a Milano al Four Season Hotel per la tavola rotonda 'Financial Fair Play: come riformarlo' organizzato da 'Sciumé avvocati e commercialisti', in occasione della terza edizione del 'Premio Manager sportivo dell'anno 2018'. "Ringrazio lo studio Sciumé e l'avvocato Ziliani perché si trovano qui diversi colleghi dell'Adise come Carlo Regalia, da cui ho ricevuto il testimone di presidente dell'Associazione - dice Marotta nella sua relazione - . Il calcio è cambiato molto con l'arrivo di nuovi investitori. Era normale introdurre nuove norme, bisognava creare un equilibrio competitivo. L'assioma per cui chi più spende vince non è assodato, la capacità e l'esperienza sono fondamentali per avere successo. Va sempre salvaguardato il rispetto del ruolo del direttore sportivo e di chi in società si adopera per raggiungere risultati importanti. La nostra categoria non è molto considerata, ma ha all'interno risorse molto qualificate e che possono essere performate con la formazione. Faccio autocritica dicendo che il sistema non fa nulla per creare nuovi dirigenti. Parliamo di Fair Play Finanziario, ma siamo passati da un modello di mecenatismo a delle aziende che rappresentano importanti investimenti di capitali e la specificità di un mondo non sempre riconosciuta. Il FPF evidenzia il principio della tutela competitiva nel sistema".

"Il campionato italiano - continua Marotta - è sempre stato il migliore negli anni, oggi non lo è ma esprime un livello più che sufficiente. Purtroppo c'è un modello Juventus che sta andando fin troppo velocemente, con una media punti da record. Al di là della Juve, il resto esprime un livello competitivo molto interessante, di grande equilibrio. In questi anni sono cresciuti degli ottimi modelli in provincia, in cui il trading rappresenta un livello importante. Credo che l'Italia rappresenti un livello importante per il club e la Nazionale. Purtroppo ci sono stati cambiamenti epocali con l'abbandono degli oratori e dei luoghi in cui è cresciuto anche un giocatore come Percassi (presente all'evento, ndr), caso particolare di ex calciatore oggi divenuto un grande dirigente. Ci sono casi negativi di ex calciatori che oggi sono in difficoltà, ma ci sono anche esempi virtuosi e l'Atalanta lo è anche per la stessa proprietà. Un'Inter più italiana? Sicuramente ne avremo una di profili vincenti. Io sono assolutamente neutrale tra italiani e stranieri. Nel nostro campionato le società di calcio sono passate da associazioni sportive a srl e società per azioni, quotate in borsa. Il mecenatismo è lontano, siamo modelli di intrattenimento, che svolgono ruolo di spettacolo e devono avere attori importanti. Anche di 32 anni come Cristiano Ronaldo, ma comunque in grado di attirare l'attenzione di tutti. Che siano portoghesi o no, devono essere campioni che possono dare qualcosa di positivo".

Non può mancare un riferimento al caso Icardi e a un eventuale trattativa nella scorsa estate con la Juventus. "Il fatto di fare sondaggi, in generale, rientra nelle attività comuni che ogni direttore sportivo deve fare direttamente o per interposta persona - afferma Marotta -. Sicuramente, anche nell'ottica della sistemazione di Higuain, potrebbe esserci stato un sondaggio. Piero Ausilio può confermare che non ci siamo mai seduti attorno a un tavolo per parlare di costi. Icardi resta un calciatore di alto livello ma non ha dato concretezza a un eventuale trasferimento importante dall'Inter alla Juventus".

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Sezione: Focus / Data: Mar 18 Dicembre 2018 alle 18:51 / articolo letto 14706 volte
Autore: Mattia Todisco