L'Inter resta la squadra da battere in Serie A e parte con aspettative importanti anche in Europa. In un'intervista rilasciata a Scommesse.io, Paolo Condò ha indicato i nerazzurri come favoriti per lo scudetto, sottolineando come l'organico, già considerato il migliore del campionato, sia stato ulteriormente rinforzato. A sostegno della superiorità mostrata nelle ultime stagioni, il giornalista ha ricordato i 51 punti in più totalizzati rispetto al Napoli sommando gli ultimi tre campionati. Condò guarda con fiducia anche al percorso europeo dell'Inter: dopo le due finali raggiunte nelle ultime quattro stagioni, si aspetta dai nerazzurri almeno l'approdo ai quarti di finale della prossima Champions League.

Vorrei partire dalla prima giornata di Serie A, che si è appena conclusa. La Roma ha messo subito le cose in chiaro rifilando quattro gol alla nuova Fiorentina. I giallorossi possono ambire a qualcosa in più rispetto allo scorso anno oppure Inter e Napoli sono troppo avanti?
"Tutte e due le cose. Probabilmente l'Inter e il Napoli, soprattutto l'Inter, hanno ancora qualcosa in più. Però la Roma ha battuto molto bene un'altra squadra che, dopo il mercato estivo, era considerata molto competitiva. Quindi, in una classifica ideale dopo la prima giornata, metterei la Roma al primo posto. È chiaro che le impressioni di inizio campionato sono poco più che un'abitudine estiva. Però sono sicuro che stanno molto meglio loro della Fiorentina in questo momento. Era un po' la partita clou della prima giornata e la Roma l'ha vinta molto bene".

Ai nastri di partenza, quindi, l'Inter è ancora la squadra da battere?
"Sì, sicuramente. Se si pensa che negli ultimi tre campionati, sommando i punti, l'Inter ne ha fatti 51 più della seconda, che è il Napoli, e questo nonostante abbia perso uno dei tre scudetti proprio a favore del Napoli, è chiaro che l'organico dell'Inter resta il migliore. Tra l'altro è stato anche rinforzato, quindi sì, per me è la favorita".

Il Como, invece, ha pareggiato a Udine, in una partita sempre molto difficile. Se dovesse acquistare anche Kean, può confermare la qualificazione in Champions League?
"Sì, secondo me sì. Loro hanno ampliato molto la squadra con il mercato di quest'estate. Hanno aggiunto giocatori perché Fàbregas ha giocato tante stagioni con grandi squadre, disputando sia la Champions sia il campionato, e sa che è necessario avere una rosa ampia. Poi bisogna vedere cosa succederà negli ultimi giorni di mercato. Anche perché bisogna capire se la grave sconfitta subita dalla Fiorentina porterà a un ripensamento sulla possibilità di cedere Kean. È chiaro che i risultati della prima giornata possono avere un'incidenza anche sull'ultima settimana di mercato".

Una squadra che ha speso molto è il Milan, che però è stato salvato dall'insospettabile Cissé e da Rabiot dopo un'ora di gioco non proprio esaltante. Pensa che si potessero spendere meglio quei soldi oppure c'è semplicemente bisogno di tempo?
"Io penso che abbiano speso bene, nel senso che i giocatori sono forti. Però ne hanno spesi troppi. Probabilmente quei due giocatori, Ramos e Moreira, si potevano portare a casa risparmiando qualche milione. Io so come funzionano queste cose: se i giocatori faranno vedere le loro qualità, tutti si dimenticheranno dei soldi che sono stati spesi. Se invece dovesse esserci qualche problema, tutti rinfacceranno al Milan di aver speso troppo. Per il momento resto convinto che siano giocatori forti. Li conosco, sono giocatori di livello. È chiaro che, probabilmente, con gli stessi soldi se ne potevano prendere tre invece di due. Il Milan ha ancora bisogno di qualche giocatore: così com'è, non mi sembra sufficiente per lottare per lo scudetto. L'investimento è stato comunque molto importante: Gonçalo Ramos, Diego Moreira e Mario Gila hanno portato la spesa estiva intorno ai 100 milioni già a luglio".

Anche la Juventus ha investito molto. Servono altri giocatori oppure è già pronta?
"Spalletti lo sta chiedendo, direi, a gran voce, cosa abbastanza insolita. Sta chiedendo un altro centravanti. Io, tendenzialmente, se sono un dirigente, ascolto gli allenatori, soprattutto quelli molto esperti come Spalletti. Quindi credo di sì. Poi bisogna vedere l'infortunio di Yildiz. Secondo me, però, proprio l'assenza di Yildiz può diventare l'occasione per testare il giovane Alajbegovic per due mesi consecutivi e farlo giocare con continuità. Io penso che, alla fine, i due giovani debbano giocare insieme. Però, intanto, visto che manca Yildiz, farei fare esperienza ad Alajbegovic".

Una squadra di cui si è parlato poco, per le note vicende societarie, è la Lazio, che ha vissuto un'altra stagione travagliata. Crede che le premesse di questa estate la releghino a un ruolo da comprimaria in Serie A?
"Bisogna vedere. Naturalmente, come ha detto lei, l'aspetto societario oggi predomina su quello tecnico. È chiaro che, alla lunga, secondo me, non è una situazione che possa andare avanti così. Però quello che non vedo all'orizzonte è un compratore serio e deciso che faccia un'offerta congrua a Lotito. Perché è vero che Lotito, fino a questo momento, non sta facendo nessun tipo di apertura all'ipotesi di cedere la società, però non c'è nemmeno un acquirente che dica: 'Ecco i soldi sul tavolo, sono pronto a subentrare e a rendere la Lazio una squadra più forte'. Ora, non so se non arrivano perché Lotito non apre, oppure se Lotito non apre perché non arrivano. Però, quando ci sono grandi contestazioni di piazza nei confronti di una proprietà, la cosa fondamentale è che esista un'alternativa. Finché questa alternativa non si concretizza, non vedo perché il proprietario dovrebbe regalare la società".

E invece delle polemiche sul gol di De Bruyne, cosa ne pensa? Secondo lei era fallo?
"Io lo avrei annullato, perché secondo me era fallo. Però non ho capito la pesantezza delle dichiarazioni di De Rossi, che è una figura che rispetto moltissimo. È stata una decisione arbitrale al limite e, ripeto, io avrei annullato il gol. Ma venirmi a dire che è stata una decisione che non si è mai vista su un campo di calcio, francamente, no. Mi è sembrato un commento veramente fuori dalle righe".

Con la nuova direzione di Orsato, in dieci partite il VAR è intervenuto soltanto quattro volte. Lui, da arbitro, non amava particolarmente questo strumento. Pensa che sia la strada giusta?
"Anche qui, una giornata è veramente poco per definire una tendenza. Diciamo che lo stile arbitrale di Orsato mi è sempre piaciuto e, se riuscirà a portare un po' del suo modo di arbitrare anche nel ruolo di designatore, ne avremo tutti da guadagnare".

La convincono le nuove regole sulle perdite di tempo?
"Sì, assolutamente. Io le avrei accentuate ancora di più. Avrei previsto un'uscita obbligatoria di due minuti, non soltanto di uno, per un giocatore che viene soccorso in campo. Quello era un problema da affrontare e sono contento che sia stato fatto".

Venendo alla Nazionale, secondo lei Mancini dovrebbe fare tabula rasa delle vecchie gerarchie oppure ci sono ancora giocatori del vecchio corso dai quali ripartire?
"No, ce ne sono diversi dai quali ripartire. Come minimo tutti quelli che sono andati a giocare in Inghilterra e che militano in un campionato di alto livello, dove sono titolari importanti. Parlo di Donnarumma, Tonali, Calafiori e Palestra, che potrebbe diventarlo adesso al Chelsea. Da questo punto di vista non c'è da fare tabula rasa. È vero che il nostro calcio non sta attraversando un grande periodo, questo lo sappiamo tutti, ma sono convinto che avesse le qualità tecniche per qualificarsi all'ultimo Mondiale".

Stanno volgendo al termine le qualificazioni alla Champions League. Chi vede più attrezzato per vincere e quale sarà la squadra italiana che, secondo lei, andrà più avanti?
"Parto dalla seconda domanda. È chiaro che l'Inter ha disputato due finali nelle ultime quattro stagioni e da loro mi aspetto come minimo i quarti di finale. Però il Napoli ha preso Allegri, che è un grande allenatore della Champions League e soprattutto delle sfide a eliminazione diretta. Quindi mi aspetto che il Napoli quest'anno, in Champions, faccia molto meglio rispetto all'anno scorso. Per quanto riguarda la squadra favorita per la vittoria finale, la risposta non si può dare adesso. La risposta arriva a marzo. A quel punto vedremo chi avrà qualcosa in più, chi avrà avuto meno infortuni e chi magari avrà già risolto il proprio campionato, potendosi concentrare sulla Champions. Diciamo che già da diversi anni penso che debba arrivare il momento del Bayern Monaco. Magari potrebbe essere questo l'anno. Le spagnole le vedo bene. Il Barcellona ha preso Rodri, che è un grande giocatore. In Inghilterra sono tutti convinti che l'Arsenal possa rivincere il titolo e magari con maggiore facilità rispetto all'anno scorso, perché le altre squadre sono cambiate parecchio e potrebbe concentrarsi maggiormente sulla Champions. Poi c'è il PSG, che naturalmente ha la possibilità di fare qualcosa di simile a quello che fece il Real Madrid con le sue vittorie consecutive. È molto difficile indicare una sola squadra che sia nettamente superiore alle altre".

Un nome di Paolo Condò: il colpo di mercato già fatto, o magari uno di quelli ancora al centro delle voci di mercato, che secondo lei può incidere di più in Serie A?, che secondo lei può incidere di più in Serie A?
"In Italia? Sono convinto che Gonçalo Ramos sia un giocatore che può segnare molti gol nel campionato italiano. Siccome penso che il Milan avesse bisogno di un centravanti, resto convinto che sia stato un ottimo acquisto".

Sezione: Focus / Data: Gio 27 agosto 2026 alle 17:39
Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
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Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.