Dalla sicurezza sulle proprie capacità, alla volontà precisa di non sollevare polveroni. Dai risultati sul campo, a critiche spesso troppo severe. Dal non voler alzare i toni, a opportune riflessioni. Il diktat societario dell’Inter è quello di non cercare mai alibi quando le cose non vanno per il verso giusto. Il volersi prendere sempre le proprie responsabilità resta un punto fermo e deciso nelle intenzioni dei nerazzurri, che mai incolperanno fattori esterni per i propri passaggi a vuoto. Una scelta precisa, una strada seguita ormai da anni.

Quello però che cozza con la narrativa generale attuale sono i risultati della squadra di Simone Inzaghi. Le statistiche parlano infatti di secondo posto in classifica, con un 5-1 senza appello rifilato al Milan e un 4-0 alla Fiorentina, terza della graduatoria (alla faccia del calendario definito facile dal populismo giornalistico). E pure in Champions Lautaro Martinez e compagni sono in vetta al proprio girone. Tuttavia la percezione generale condivisa su più media è quella di una squadra che debba per forza ammazzare il campionato e vincere ogni partita. Come se ogni pareggio o mezzo passo falso fosse un tracollo irrimediabile.

C’è poi la questione arbitri. Nelle poche occasioni in cui l’Inter in questi anni è stata evidentemente favorita – vedi il rigore di Andrea Ranocchia contro Andrea Belotti del Torino, per cui si deve tornare parecchio indietro nel tempo – si è gridato allo scandalo, alla (non) regolarità del campionato. Mentre quando certi episodi capitano ad altri, spesso il contesto viene ammorbidito, se non sminuito, arrivando al punto da considerare non chiare immagini in realtà chiarissime, come il netto fallo di braccio di Christian Pulisic a Genova che ha spinto il Milan in testa alla classifica.

Tutti ad Appiano Gentile e in Viale della Liberazione – secondo quanto appurato da FcInterNews – hanno notato questa disparità di trattamento, sia a livello mediatico sia arbitrale, che non significa sostenere la tesi della malafede, semplicemente prendere atto di certe situazioni. La strategia di non esporsi in via ufficiale dei nerazzurri non deve essere confusa con l'assenso su quanto successo e stia accadendo. Semplicemente ad oggi la via intrapresa dall’Inter è quella di evitare, sin quando sarà possibile, polemiche pubbliche, anche se internamente c'è chi storce il naso.

La situazione odierna può ricordare e sembra già comparabile a quella di due anni fa, con l’Inter in silenzio ma messa sulla graticola, e rivali come il Milan pronti a sottolineare ogni presunto torto subito, senza però ammettere gli abbagli a proprio favore. Un atteggiamento assolutamente lecito, ma lontanissimo dal pensiero nerazzurro.

Sezione: Esclusive / Data: Ven 13 ottobre 2023 alle 14:37
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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