La gara di stasera contro il Genoa sarà fondamentale per l’esito di questa stagione dell’Inter, ma la realtà dei fatti è che già si sta iniziando a parlare con una certa continuità del mercato. Questo fa capire quanto la dirigenza nerazzurra e lo staff tecnico stiano già progettando l’Inter della stagione 2015/16 che, forzatamente, dovrà essere diversa da quella vista nelle ultime. Rivoluzione no, ma profondo cambiamento sì. Anche le parole di Mancini nella conferenza stampa di ieri spingono in questo senso.

Pochi quelli sicuri di rimanere, molti con le valigie già chiuse e pronte per essere spedite in altri lidi e i rimanenti incerti in merito al proprio futuro. Fino a pochi giorni fa tra questi ultimi c’era Samir Handanovic, ma con il passare del tempo il portiere sloveno ha iniziato a sistemare i propri effetti personali e, salvo ripensamenti, saluterà il centro sportivo 'Angelo Moratti' con destinazione Regno Unito (salvo cambio di biglietto): l’Inter, dunque, sta già pensando a chi affidare i guantoni per la prossima stagione. "Se [Handanovic] dovesse andar via cercheremo un bravo portiere esperto". Il cerchio si restringe dunque. Con questo periodo ipotetico Mancini ha ribadito ed esplicitato, per la prima volta, che l’ipotesi di un addio dello sloveno è tutt’altro che remota e che al suo posto arriverebbe un portiere con esperienza, uno che possa diventare un leader del reparto difensivo. I nomi circolati sono tanti, Cech e Reina quelli ormai storici, Mirante, Marchetti e Romero le candidature più o meno recenti che però ricoprono il ruolo di outsider (sebbene l’ex Parma sarebbe tenuto in considerazione più per il ruolo di vice). Cosa più importante, però, è che decadono le candidature dei giovani e dunque di investimenti ingenti almeno in questo ruolo per far sì che i soldi risparmiati possano essere utilizzati per le zone nevralgiche del campo.



Questi soldi unitamente a quelli dei riscatti (Alvarez resterà al Sunderland senza "se" e senza "ma", l’unico dubbio è relativo alla cifra che i Black Cats dovranno corrispondere all’Inter, visti i tanti infortuni patiti da Ricky) generano un vero e proprio tesoretto da cui attingere in fase di trattative. Certamente il Financial Fair Play è una mannaia che costringe l’Inter a dover pareggiare entrate e uscite, ma poter contare su una cifra di partenza di circa 20 milioni, a cui poi aggiungere le cessioni vere e proprie, non solo i parametri zero e i giocatori riscattati, è un regalo per il direttore Ausilio. Non sarà necessario andare a scommettere eccessivamente, ma ci si potrà concentrare su giocatori affermati e che possano fare la differenza nella Serie A attuale: Touré in primis, ma anche Thiago Motta in una zona come il centrocampo può tornare utile nella lotta alla Champions della prossima stagione. Perché, ormai, non ci si può girare intorno: l’Inter vuole tornare almeno fra le prime tre in Italia.

Certamente questo tesoretto verrà utilizzato per pagare le tranche di alcuni pagamenti dilazionati, ma è sempre meglio averlo che essere al verde. Non ci sono soldi necessari per andare a prendere i top player, ma per un giocatore per reparto di ottimo livello, per la Serie A, sì. E se a questo si aggiungessero due-tre, e perché no, anche quattro cessioni a doppie cifre? Sarebbe un ulteriore regalo per chi questo mercato lo gestisce. Una situazione totalmente nuova da saper gestire al meglio per non doversi trovare a rimpiangere un peccato ancora più grosso: non aver saputo gestire al meglio una situazione favorevole, come quella che si presenterà nel prossimo luglio.

Cedere bene per arricchire il portafoglio di chi il mercato lo gestisce e spendere accuratamente per cambiare il volto alla rosa in vista di un ritorno prepotente nelle zone alte della classifica. Difficile, certo, ma non impossibile. Non riuscire a sfruttare questa situazione sarebbe un vero rammarico e l’Inter, arrivata a un punto di non ritorno, non può permetterselo.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 23 maggio 2015 alle 00:00
Autore: Gianluca Scudieri / Twitter: @JeNjiScu
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