L'Inter è in finale di Europa League. Senti come suona bene. Nessuna squadra italiana era sinora riuscita a centrare la finale della manifestazione che ha mandato in pensione la Coppa Uefa. L'Inter torna a disputare una finale europea dopo dieci anni. L'Inter torna a disputare una finale europea dieci anni dopo l'Inter, quella del Triplete. L'Inter e l'Europa, un binomio che continua.

Mancano novanta e passa minuti per vedere se la Beneamata possa tornare a gioire per un trofeo, sono passati nove anni dalla Coppa Italia conquistata dall'Inter di Leonardo nella finale di Roma contro il Palermo. Venerdì a Colonia l'esame da superare si chiama Siviglia, una formazione che con l'Europa League ha una certa confidenza (quarta finale raggiunta, vinte le tre disputate) e che nelle anomale finals tedesche ha eliminato Roma e Manchester United. Ma questa è l'Inter di Antonio Conte, il tecnico che sta riuscendo ad ottenere dai suoi ragazzi in campo quanto provi sino alla nausea in allenamento.

Da Bergamo, nell'ultima di campionato, vittoria senza se e senza ma contro la grande Atalanta arrivata ad un passo dalle semifinali di Champions League, le gare dei nerazzurri di Milano hanno un copione che non lascia spazio a interpretazioni. La squadra è un blocco compatto che si muove in perfetta sincronia con le idee del suo condottiero che, a sua volta, gioca lungo la panchina una personalissima partita come un grande direttore d'orchestra. Spettacolo nello spettacolo quando Conte addirittura mima un colpo di testa verso la porta avversaria, prima che il gesto tecnico venga effettuato.

Conte è il tecnico che ha portato l'Inter al secondo posto in campionato ad un solo punto dalla vincitrice dello scudetto (sull'almanacco c'è scritto questo, non che la Juventus abbia mollato nel finale) e che ha restituito al popolo nerazzurro quella meravigliosa adrenalina che precede una finale europea. Nella sua prima stagione in nerazzurro, stagione condizionata peraltro dalla maledetta pandemia, l'ex Ct della Nazionale ha già passato la prova, dimostrando come la scelta da parte della proprietà cinese con il supporto di Giuseppe Marotta, sia stata la migliore possibile. I risultati che stanno maturando in terra tedesca non possono certo far dimenticare lo “strappo” fra tecnico e società per lo sfogo post Bergamo, a bocce ferme un chiarimento definitivo sarà auspicabile e necessario per continuare insieme con rinnovato entusiasmo.

Confortano però le immagini provenienti da Dusseldorf, che ci hanno mostrato il presidente nerazzurro Steven Zhang felice come un bambino scatenarsi con i selfie dopo il fischio finale, mostrandosi in piena sintonia con il tecnico con il quale si era salutato e abbracciato già alla vigilia dopo qualche mese di assenza, obbligato alla permanenza in Cina causa covid.

Mancano solo due giorni alla finale di Colonia. La squadra, trascinata a suon di gol dalla devastante coppia Lukaku-Lautaro, è in piena trance agonistica, vogliosa di portare a compimento l'ultimo sforzo. La formazione base è delineata, poi i cambi arrivano ormai scientifici per blindare il risultato.

A dire la verità una nota stonata c'è. Personamente mi spiace che nel momento migliore della squadra sia uscito dall'undici titolare un giocatore come Skriniar. Per due stagioni lo slovacco è stato un difensore fortissimo e amatissimo, attaccato come pochi alla maglia e avrebbe meritato di esultare insieme ai suoi compagni in mezzo al ring. E invece, ieri, non è nemmeno stato inquadrato durante la gioia finale. Purtroppo Skriniar ha pagato oltre misura il cambiamento di modulo. La forma attuale di Godin e la crescita esponenziale di Bastoni, ormai titolare fisso, ha fatto il resto. Ma la squadra viene prima di tutto e tutti e se con questo assetto la difesa sembra diventata pressoché imperforabile, va bene così, anche se umanamente dispiace.

Mancano 48 ore alla finale di Europa League. Una finale che vedrà l'Inter protagonista. Unica italiana nel panorama. Godiamoci il momento anche se purtroppo i tifosi nerazzurri non potranno presenziare a Colonia. Ma questo riguarda un'altra storia, brutta, che tarda a finire, ma che dovrà finire. Venerdì, se tutto andrà come speriamo, abbraccio virtuale fra chi ama i colori nerazzurri. In bocca al lupo ai ragazzi e al loro condottiero, alias Antonio Conte.

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Sezione: Editoriale / Data: Mer 19 agosto 2020 alle 00:00
Autore: Maurizio Pizzoferrato
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