Manca solo l’ufficialità, ma a quanto pare Dries Mertens resterà a Napoli. E sapete che vi dico? Che è giusto così. Attenzione: per me il belga è stratosferico. E un attaccante come lui, che conosce già la Serie A e che poteva essere ingaggiato a parametro zero, sarebbe stato un acquisto assolutamente favoloso. Di fatto nel panorama del mercato Nazionale, e forse anche internazionale, per rapporto qualità/prezzo non c’è un altro affare del genere. È vero: a condizioni similari c’è Edinson Cavani, un altro crack senza se e senza ma, probabilmente anche più forte del ragazzo di Lovanio. Ma verosimilmente l’uruguaiano – calciatore che metterei sotto contratto oggi stesso - costa di più.

Torniamo a Mertens. E al motivo per cui credo che sia giusto per lui rimanere all’ombra del Vesuvio. Semplice: è napoletano. Ciro – già tale soprannome è indicativo di quanto si sia ormai integrato nel mondo campano – è un campione con i piedi e anche ormai una bandiera dei partenopei. 

E io apprezzo particolarmente questo tipo di atleti. In un mondo come quello del calcio dove comanda il Dio denaro, e i sentimenti vengono spesso e volentieri posti in secondo piano, ritengo ci siano delle eccezioni meritevoli di citazioni. E storie da tramandare romanzate.

Mertens al Napoli farà ancora benissimo. Per caratteristiche e capacità. Ma anche perché spinto da quel quid in più di chi davvero diventa tifoso della maglia che indossa. La sensazione che ho sempre nutrito è che fosse quella la sua volontà. Ed è questo il punto principale. Qualsiasi giocatore deve essere convinto al 100% del progetto in cui è coinvolto. Non deve firmare col magone per avere dei ripensamenti dopo pochi mesi nel nuovo club. E questo è un concetto che vale per tutti.

Vogliamo fare un paragone più terra-terra? Voi stareste mai con una ragazza che in realtà ama il suo ex? E magari quando è con voi, pensa all’altro? Io no. Ecco, ci siamo capiti.

Un Mertens desideroso di una nuova avventura e di voler centrare recenti obiettivi farebbe la felicità di chiunque. Un Mertens invece che firma per l’Inter, ma che con la testa resta a Napoli lasciando energie psicofisiche per strada, avrebbe addirittura potuto rischiare di essere quasi deleterio.

Servono giocatori convinti di voler vestire la casacca nerazzurra. Pronti ad accettare e supportare piano e pianificazione del club. Per un’unità di intenti basilare per la costituzione di fondamenta vincenti.  

Estenderei tale pensiero anche per le cessioni. Per un messaggio di questo tipo: “Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile. Se sei contento di restare, proviamo a vincere insieme. Vuoi andare via? Nessun problema, quella è la porta. Ma porta un’offerta adeguata”.
D’altra parte l’Inter del Triplete nasce dalla cessione del giocatore più determinante di quegli anni. E fu proprio grazie ad Ibra al Barcellona che venne costruita quella storica e unica squadra italiana capace di vincere tutto nel 2010.

Zero casualità, grande unità di intenti. E voglia di fare la strada insieme. Quella che per vari e comprensibili motivi difficilmente l’attuale Inter e Mertens potranno scrivere insieme.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 20 maggio 2020 alle 00:00
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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