Inter-Atalanta, la partita dalle grandi pomemiche che fa infuriare i padroni di casa, lascia sul prato di San Siro i segni di un confronto acceso, con tanti errori tecnici e due squadre che si adattano molto ai momenti e alla spinta avversaria. L’Inter recrimina ma spreca tante occasioni per portarsi sul 2-0 e chiudere i conti, l’Atalanta resta attaccata alla gara e caparbia sfrutta una delle poche occasioni concesse dai nerazzurri di casa. Il risultato finale recita 1-1.
L’Atalanta nel primo tempo non parte aggressiva uomo su uomo con pressione alta, ma aspetta il giro palla interista molto basso e blocca le linee di passaggio sulla tre quarti, alzando poi i quindi e i centrocampisti uomo su uomo una volta superata la prima linea di pressione. Zalewski scherma Zielinski seguendolo ovunque. Il regista interista si alza inizialmente per abbassare il compagno di nazionale e togliere quindi un pericolo alla difesa, lasciando quindi Sucic abbassarsi a prendere palla e impostare. Ma la scelta non paga e il numero 7 non trova spazio, abbassandosi a metà del primo tempo sulla linea dei 3 difensori e costruendo a 4. Dimarco spesso da sinistra si accentra e occupa una posizione da trequartista alle spalle di Thuram, con Pio Esposito che invece si defila sulla sinistra nello spazio lasciato libero dal 32 per ricevere palla, proteggere e girarla. Lo stesso Dimarco ricerca i cambi gioco di 40 metri a tagliare il campo alla ricerca della fisicità di Dumfries in area di rigore, che da destra taglia al centro e attacca con forza il secondo palo. Thuram e Esposito non riescono a dialogare tra di loro a causa dell’aggressività dell’Atalanta negli ultimi metri con Kolasinac e Djimsiti sempre pronti ad aggredire e accorciare. La squadra di Palladino peró in attacco non produce gioco perché Scamacca è troppo isolato e guardato a vista da Akanji e le due mezze punte Samardzic e Zalewski sono troppo larghi e scollati tra loro in fase di possesso, non riuscendo a dialogare o puntare l’uomo.
L’inerzia cambia con l’entrata di Ederson, che mette ordine a centrocampo e va a riempire quella zona dove l’Atalanta era semore in inferiorità numerica e presa in mezzo da Barella e Zielinski. La Dea alza la linea di pressione e comincia a giocare con un baricentro alto e linee di passaggio pulite da destra a sinistra con Bernasconi e Zappacosta che spingono. L’Inter scherma bene, grazie anche ai tempi di intervento di Carlos Augusto, solido e aggressivo nell’uscire dalla linea e intercettare palloni pericolosi. Dumfries sulla destra offre sempre una soluzione in più, spesso lavorando di concerto con Bisseck che sovrappone. L’entrata di Luis Henrique sulla sinistra infonde vivacità e imprevedibilità alla manovra, col brasiliano che rientra bene dentro il campo col destro. La tattica lascia poi spazio al fischio finale alle polemiche, in una partita dai tanti momenti, che non decreta un vincitore.
Autore: Riccardo Despali / Twitter: @RiccardoDespali
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