Visto che la sessione del calciomercato estivo non si è ancora formalmente conclusa (anche se in teoria all’Inter non dovrebbe arrivare nessuno) rimando il mio pensiero su quanto fatto – e su quanto promesso dai soliti tifosi col microfono che mistificano la realtà dei fatti – e scrivo solo di calcio giocato. O meglio, del sorteggio della Champions League.

In attesa che venga annunciato il calendario ufficiale domani, sicuramente si può dibattere sulle future avversarie dei nerazzurri. Tenendo conto che l’anno scorso sono bastati 11 punti per i playoff, l’Inter comunque dovrà cercare la qualificazione diretta agli ottavi di finale. Poi si vedrà. Non tanto per frasi fatte tipo “è vice campione d’Europa” o “l’Inter è sempre l’Inter”, ma perché davvero è un obiettivo possibile. Poi, se punti davvero in alto e a un percorso importante, devi credere di poter entrare tra le prime otto, perché oggettivamente è un risultato alla portata.

Prima cosa: a livello personale sono seccato che l’Inter affronti l’Almaty in casa. È vero che un volo di 7 e più ore sarebbe stato stancante per Chivu e i suoi ragazzi, ma è altrettanto vero che una sfida in Kazakistan, a due passi dalla Cina e dalla Mongolia, sarebbe per me stata molto più che affascinante. Chiaro e scontato si debba vincere.

Come contro Slavia Praga - anche in questo caso la partita si giocherà a San Siro - mentre tre punti sono da ottenere senza se e senza ma pure in trasferta contro i belgi dell’Union SG. Ad Amsterdam non sarà semplice, però l’Ajax – a livello teorico – è più che battibile.

Ci saranno poi quattro top dove tutto potrà accadere. Ricevere a Milano Liverpool e Arsenal è sicuramente meglio che affrontare le squadre inglesi a casa loro, ma si tratta di due squadroni, quindi è inutile fare grandi proclami. Il Borussia Dortmund è probabilmente la meno forte della prima fascia, ma in Germania, grazie anche ai propri tifosi, il fattore campo può essere determinante. L’Atletico di Simeone ha eliminato i nerazzurri due anni fa, quando Dimarco e compagni erano virtualmente sul 2-0 contro i Colchoneros tra andata e prima mezz’oretta del ritorno. Quindi immagino che ci sia la voglia di restituire il favore.

Insomma, puntare alla qualificazione diretta non è reato, anzi. Se poi non dovesse succedere e ci fossero i playoff, nessun dramma. Tutti si ricordano e si ricorderanno lo 0-5 col Psg, ma non va nemmeno dimenticato come si è arrivati all’ultimo atto della competizione. Con sacrificio, forza, abnegazione, sudore e interismo. Doti che se si rivedessero anche con Chivu potrebbero permettere sogni di un certo tipo. 

Sezione: Editoriale / Data: Ven 29 agosto 2025 alle 00:00
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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