Ieri sera allo stadio Franchi ha vinto il calcio. Hanno vinto i passaggi di prima, gli schemi tattici, le grandi giocate individuali e la coesione del gruppo. Questa sera insieme all'Inter hanno perso gli alibi. Le scelte sbagliate, la stanchezza, il gioco caotico, l'assenza di anima, gli infortunati e tutto quell'insieme di cose che giustificheranno l'Inter, quando giustificazioni non ci sono e non ci saranno. Quattro pugni in faccia, quattro lividi viola, che fanno un male cane alle ambizioni di questa squadra. Non si può assistere a uno spettacolo del genere, non lo merita nessuno. E' il caso adesso che tutti si presentino sul banco degli imputati. E quando dico tutti, trovo ingiusto coinvolgere soltanto quelli che ci mettono la faccia: calciatori e allenatore. E' un'Inter - questa - che non sta sulle gambe, che non ha alternative in panchina, che non ha un'idea di come attaccare o di come difendere. E' un disastro totale.

Colpa anche di chi è responsabile della preparazione atletica di questa squadra. Non è la prima volta che l'Inter subisce un calo così netto nel periodo invernale. E' accaduto quest'anno con Stramaccioni - dopo un inizio scoppiettante - ed è successa la stessa cosa con Claudio Ranieri. I punti dei due allenatori romani sulla panchina nerazzurra adesso si equivalgono, nelle due stagioni a confronto. E con Ranieri sappiamo tutti com'è andata a finire. Ma sul banco degli imputati voglio anche tutto lo staff medico nerazzurro: una situazione infortuni imbarazzante, che vede nel ko di Milito un vero e proprio culmine, ma che ormai va avanti da tempi immemori. Qualche nome? Stankovic, Samuel, Obi, Chivu, Alvarez, Sneijder, Coutinho, Mudingayi, Forlan e chi più ne ha più ne metta. Infortuni cronici, che si ripetono e si ripeterono sulle gambe di chi veste o non veste più i colori nerazzurri. Il polverone lo sollevò all'epoca Roberto Mancini: se è anche vero che i panni sporchi si lavano in casa propria e che uscite del genere sono indesiderate, che allora si lavino questi maledetti panni. Cominciano a puzzare.

Ma torniamo al campo, quello che più ci compete e ci interessa. Una sconfitta che bonariamente PaddyPower rimborserebbe perché senza alcuna attenuante. "E' la quinta volta che perdiamo dopo la gara infrasettimanale in coppa", ha dichiarato Stramaccioni. Recidivo? Forse sì, ma va anche riconosciuto che questa rosa non è in grado di reggere le tre competizioni. Se l'infortunio di Milito forse fa più male di questa figura imbarazzante, viene da chiedersi quanto il mercato di riparazione abbia inciso positivamente sull'attacco. E' davvero fastidioso doversela prendere con un giocatore di 34 anni, che aveva nella sua squadra d'origine, un minutaggio simile a quello che avrà Carrizo da qui fino a fine campionato. Quando l'attacco non esiste - come nel caso di stasera - Stramaccioni non lo guarda neanche. Allora tutti vorremmo capire, con quel maledettissimo "senno di poi" (che aiuta però a capire tante cose) il senso di privarsi di una delle poche punte che c'erano (quale Livaja), per rinforzare il pacchetto esterni con Schelotto, quando peraltro non si è riusciti a piazzare altrove l'esodato Jonathan.

Insomma, dei misteri ai quali molto probabilmente non troveremo una soluzione. Un po' come Roberto Giacobbo in quella sua simpatica trasmissione. E allora, possiamo dire senza peli sulla lingua che la Fiorentina questa sera ha dato una lezione di calcio a un'Inter attaccabile sotto ogni punto di vista. Sono sedici i punti fatti nelle ultime quattordici partite, una media da 1.14 punti a partita, media da retrocessione. E le reti subite sono 33, una in meno del Siena. L'ultima squadra in classifica. Per intenderci, quella con cui l'Inter ha raccolto 0 punti su 6. Erano ventotto anni che a Firenze non si assisteva a un passivo così pesante per l'Inter. Sono numeri da incubo, numeri che non fanno che spezzare le certezze di un progetto accurato, che nel breve però non offre alcuna garanzia. Così la Champions League è una chimera, come lo sono i trenta milioni di premio in caso di qualificazione. Occorre invertire il trend molto rapidamente. Dubito però che ci siano i mezzi per farlo. Per colpa di chi?

Sezione: Editoriale / Data: Lun 18 febbraio 2013 alle 00:01
Autore: Mario Garau / Twitter: @MarioGarau
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