Il Milan batte 2-0 la Lazio. Il tabellino marcatori recita "Pulisic e Okafor", ma in realtà su entrambe le reti c'è la firma gigantesca di Rafael Leao. Le due sgasate incredibili dell'attaccante portoghese indirizzano la partita in maniera inequivocabile e risultano decisive per la conquista dei tre punti in casa rossonera. Pulisic e Okafor in poche parole sono chiamati solo a spingere la palla in porta, un gioco da ragazzi. Ma quanti gol sono stati segnati così dal Milan? Quante vittorie sono state decise esclusivamente da giocate singole di Rafael Leao? Tantissime. Basta vedere le partite per accorgersi che Rafael Leao è il 99% del Milan e che quando il portoghese "manca", tutta la squadra rossonera ne risente. Riavvolgiamo il nastro a qualche giorno fa. Cagliari-Milan, Leao parte dalla panchina. La squadra rossonera chiude il primo tempo in vantaggio dopo essere andata sotto per il gol di Luvumbo, ma lo fa grazie a due errori "grossolani" della difesa cagliaritana. Tanta fortuna per un primo tempo davvero opaco. Milan-Verona? Altra partita decisa da una sgasata di Leao. Ma sono tantissimi i casi che possiamo citare. Leao è un giocatore di un altro pianeta e il Milan dipende molto da lui.

Eppure per Arrigo Sacchi la squadra che si basa sulle individualità è quella dell'Inter. E il poker messo a segno da Lautaro, entrato dalla panchina, facilita la continua di questa assurda crociata da parte sua. Vi mostriamo le immagini del 4-0 siglato dalla squadra nerazzurra ieri a Salerno.

"Il gol del 4-0 arriva dopo 2 minuti e 15 secondi di possesso palla (55 passaggi complessivi) in cui tutti e undici partecipano attivamente all'azione"; recita così l'utente che ha postato su Twitter l'azione meravigliosa del club nerazzurro. Casi così, dii gol segnati dall'Inter di Simone Inzaghi tramite il gioco corale, ce ne sono centinaia. 

Avere giocatori forti non significa automaticamente essere una squadra che si basa sulle individualità. L'Inter di Simone Inzaghi ha grandi Campioni che fanno la differenza, ma gioca anche un calcio corale. Esempio. Il gol di Thuram contro il Milan. Il movimento e il tiro del francese sono pura individualità, ma il gol arriva dopo un lancio di prima a memoria di Lautaro per Dumfries. E arriva dopo un assist perfetto dell'olandese per il francese. C'è una logica. C'è una coralità, arricchita poi dall'individualità del fuoriclasse di turno.

Il derby vinto nettamente dall'Inter è il chiaro manifesto dell'assurda e folle tesi sacchiana. Leao non si accenda mai tranne sull'azione dell'unico gol rossonero, il Milan viene travolto dall'onda nerazzurra. L'Inter cambia diversi interpreti a partita in corso, eppure il copione della partita non cambia, anzi peggiora per i rossoneri. A testimonianza di come chiunque sa e cosa deve fare. L'Inter fatica se tutti i giocatori faticano. Non c'è un giocatore come Leao all'Itner che nel momento di difficoltà ti inventa la giocata e ti risolve la partita. La squadra nerazzurra segna solo tramite il gioco corale, anzi l'individualità è proprio quello che manca a questa squadra ed è quello che i tifosi chiedono a gran voce da tempo sul mercato. Ad avercene di individualità impattanti come quella di Leao, come se poi si trattasse di un difetto e non di un pregio. Un altro esempio è la doppia semifinale di Champions. Leao manca all'andata, gioca al ritorno al 50% forse delle sue possibilità. Il Milan dura solo 7 minuti e dopo 10 l'Inter ha già in tasca la finale. Sono passati solo pochi mesi, nel mezzo c'è un derby vinto 5-1, ma per Sacchi è l'Inter la squadra basata sulle individualità. Probabilmente le partite non le guarda. Non c'è altra spiegazione.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 02 ottobre 2023 alle 00:00
Autore: Raffaele Caruso
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